'Ndrangheta scrive sui muri di Locri a don Ciotti e Mattarella: "Tutti sbirri"

20 marzo 2017 ore 15:27, Americo Mascarucci
La risposta della 'ngrangheta alla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Locri non si è fatta attendere. Il capo dello Stato ha accettato l'invito dell'Associazione "Libera" di don Luigi Ciotti, a partecipare alla Giornata della memoria e della lotta alle mafie e ricordare le vittime della criminalità organizzata, compreso il fratello Piersanti Mattarella. 
Il Presidente della Repubblica ha attaccato i mafiosi definendoli "gente senza onore".
Per tutta risposta sul muro del Vescovado di Locri dove don Ciotti risiede in questi giorni, sono apparse delle scritte ingiuriose dal chiaro sapore mafioso. "Don Ciotti e' sbirro", "Siete tutti sbirri", "Meno sbirri, più lavoro".
Incredibile, come se la presenza degli "sbirri" ostacoli il lavoro. Forse quello dei criminali probabilmente, che pensano ancora di poter offrire "pane e companatico" alla gente e garantirsi così il loro sostegno. Ciò che per anni effettivamente hanno fatto, contando anche su una certa assenza, o latitanza, dello Stato.
'Ndrangheta scrive sui muri di Locri a don Ciotti e Mattarella: 'Tutti sbirri'
 

Addetti del Comune hanno già provveduto a cancellare le scritte. 
Sull'accaduto indagano i Carabinieri del Gruppo Locri, diretto dal tenente colonnello Pasqualino Toscani, e in particolare la compagnia di Locri agli ordini del capitano Rosario Scotto Di Carlo, e la Polizia del Commissariato di Siderno, diretto dal primo dirigente Giuseppe Anzalone.
Una chiara intimidazione nei confronti di chi, come don Ciotti, da anni si batte per contrastare le mafie e soprattutto dare assistenza alle vittime. 
Ma sotto attacco c'è anche e soprattutto il vescovo di Locri Francesco Oliva che ieri non ha mancato di evidenziare nel suo intervento le difficoltà che la Chiesa incontra sul territorio per combattere ed estirpare le sacche d'illegalità ancora diffuse.
E quelle scritte sul muro del Vescovado stanno a testimoniare che c'è ancora tanto da lavorare, ma che forse si sta sulla strada giusta.
Perché la coscienza della gente sta cambiando e quando si svegliano le coscienze la mafia perde terreno. 


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