La banda degli illegali detta le regole, il legale deve trattare: Catalogna e altre 'eresie' moderne

20 ottobre 2017 ore 14:49, Marta Moriconi
Rajoy doveva trattare. Rajoy doveva andare incontro alla Catalogna. Rajoy non doveva usare la forza. Rajoy, Rajoy, Rajoy... "Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d'accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili e le rarità ai rari" diceva il grande pensatore Friedrich Wilhelm Nietzsche. Meno male che errori, bugie, scorrettezze, ingiustizie, ormai saltano immediatamente agli occhi e, non mascherandosi più, sono evidenti anche ai più superficiali. Il mondo va alla rovescia, non serve più un particolare acume per cogliere tutte le storture moderne. 

La banda degli illegali detta le regole, il legale deve trattare: Catalogna e altre 'eresie' moderne
Iniziamo dalla Catalogna. 
"Lo stato spagnolo ha sospeso di fatto l’autogoverno della Catalogna e ha applicato uno stato d’eccezione. […]. L’1 ottobre usciremo di casa, porteremo la scheda e voteremo. Quello che sta vivendo la Catalogna non lo vive nessun altro stato dell’Unione Europea" disse il leader catalano Puigdemont. Poi la storia evolse con Rajoy costretto a presidiare i seggi di un referendum incostituzionale. Il re Felipe VI che fece l'appello in tv e ribadendo i principi costituzionali. Ma niente. Per democratico passava il leader catalano, e ancora oggi vorrebbe dettare lui le regole "inverse": peccato che siano quelle dell'illegalità. Nonostante sia evidente che sia sua la posizione imbarazzante, Puigdemont insiste: "Indipendenza se Madrid sospende autonomia". Cioè ricatta Rajoy, la legalità. Che ribatte però: "Sabato avvieremo la procedura". Ora se l'articolo 155 verrà applicato la colpa sarebbe di Rajoy? O di Puigdemont che insiste ad agire incostituzionalmente? Ma fior fiore di analisti insistono in queste ore che è il premier Rajoy che ora deve mediare e trovar una soluzione. Aspetta, aspetta, il "bandito costituzionale", fuori legge per la sua richiesta anti democratica perchè al di fuori dello Stato di diritto che ha garantito quel minimo di pace finora, sarebbe nelle condizioni di ricevere e valutare proposte? 

Insomma i disonesti hanno ragione, e i legali sono una banda di cattivi. Tutto alla rovescia. 
Facendo un passettino più in là, dietro le telecamere che riprendono questi casi, ci sono i media, "dannatamente disonesti" per Trump, dittatori del politicamente corretto per altri. Si pensi a tutta la campagna elettorale francese prima e poi a quella tedesca e austriaca. Le destra sono normalmente e senza problemi definite xenofobe. Il significato letterale è presto che detto: "Odio per gli stranieri, avversione contro tutto ciò che non appartiene alla propria nazione o etnia; ostilità pregiudiziale per gli stranieri". Ma Marine Le Pen rispose per esempio: "Io non odio nessuno, noi abbiamo milioni di disoccupati e non possiamo permetterci altra immigrazione. Dove dovrebbero vivere? Non è fattibile". Discorso legittimo come legittima è la scelta politica. Teoricamente ci troviamo di fronte a una diffamazione bella e buona se di xenofobi non si tratta. Così accade all'Afd a l'Fpo e via scorrendo. 

Si potrebbe continuare ore e ore ancora. Fino a finire al caso Weinstein, dove quella passa come certa vittima potrebbe essere stata corrotta, il presunto molestatore invece è un certissimo stupratore che ha certamente strappato le vesti a tutte e abusato di loro senza che avessero via di scampo. Il giudice valuterà caso per caso, perchè poi oltre ai media esiste il diritto e il garantismo è ancora oggi un fiore all'occhiello della nostra società malata. Certo è che troppo spesso la verità langue. E le vere vittime pagano con dignità, i corrotti e disonesti continuano a calpestare gli altri nella loro illegalità e meno dignitosamente. 

#legale #catalogna  #rajoy




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