Il monito di Vasco alla Lega: "La politica alla larga dalle mie canzoni"

20 settembre 2016 ore 21:35, Andrea Barcariol
Più che una canzone è stato un vero e proprio inno generazionale. "C'è chi dice no", storico pezzo di Vasco Rossi del 1987 è stato usato da alcuni comitati e dai sostenitori referendari del “no”. Un utilizzo che proprio non è piaciuto al rocker di Zocca che su facebook, ormai come da abitudine, ha commentato duramente: “Mi dissocio dalla facile strumentalizzazione a scopo politico, in questo periodo, della mia canzone ‘C’è chi dice no’! La propaganda politica stia alla larga dalle mie canzoni”. Due semplici righe per tirarsi fuori dalla diatriba referendaria e soprattutto per ribadire la sua lontanza dalla politica (in più di un'occasione Vasco si è detto fan di Pannella). Neanche a dirlo il post su Facebook ha raccolto in poche ore migliaia di “like” (circa 33mila) e tantissime condivisioni (oltre 4mila) da parte non solo dei fan del cantautore romagnolo.

Il monito di Vasco alla Lega: 'La politica alla larga dalle mie canzoni'
"C'è chi dice no" era stata "usata" dalla Lega a Pontida. "C'è qualcuno che non ha rispetto per nessuno!!!! non mi toccate Vasco Rossi e le sue poesie", scrive un fan; "La musica è una cosa ... deve essere 'strumentalizzata' solamente dai musicisti. La politica ha sempre stonato'", gli fa eco un altro.
La consultazione referendaria si terrà nei prossimi mesi, sicuramente prima della fine del 2016 (non c'è ancora una data certa) e viste le premesse potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale non solo per la carta costituzionale, ma anche per l'attuale governo Renzi con il Premier che, in un primo tempo, aveva annunciato le sue dimissioni in caso di vittoria del no, salvo poi fare marcia indietro.
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