Chikungunya dà dolori choc, Claudia racconta primo giorno: "Tutta rotta"

20 settembre 2017 ore 15:11, Americo Mascarucci
Nel Lazio si sono registrati 11 nuovi casi di Chikungunya, di cui 4 solo a Roma. Lo rende noto la Regione Lazio con una nota in cui evidenzia l'andamento della malattia. "Ad oggi - spiega una nota - al Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive (Seresmi) sono pervenute un totale di 76 notifiche di casi di Chikungunya. Dunque 11 casi in più rispetto all'ultima rilevazione effettuata nella giornata di lunedì 18 settembre. Di questi 11 nuovi casi 7 sono residenti o hanno riportano un soggiorno nel comune di Anzio nei 15 giorni precedenti l'esordio dei sintomi. I restanti 4 nuovi casi sono residenti nel comune di Roma e non hanno collegamenti con Anzio".
Chikungunya dà dolori choc, Claudia racconta primo giorno: 'Tutta rotta'

IL VIRUS
La chikungunya (CHIK) è una malattia febbrile acuta virale, epidemica, trasmessa dalla puntura di zanzare infette. Il virus nelle epidemie urbane è trasmesso da zanzare della specie Aedes aegypti, la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue, da varie specie del genere Culex ma, soprattutto, dall'Aedes albopictus (comunemente denominata Zanzara Tigre). 
 Il periodo di incubazione è di 2-4 giorni circa. La malattia ha un andamento tipicamente bifasico.
Nella prima fase, che dura dai 6 ai 10 giorni, si hanno febbre, cefalea e importanti artralgie, che limitano molto i movimenti: i pazienti tendono a rimanere assolutamente immobili, in posizione antalgica. La febbre si risolve dopo 4 giorni.
La seconda fase di 2-3 giorni è caratterizzata dalla comparsa di un esantema maculopapulare pruriginoso su tutto il corpo e dalla ricomparsa della febbre. Occasionalmente in questa fase possono aversi manifestazioni neurologiche, soprattutto nei bambini piccoli (convulsioni), ma nel complesso CHIK è poco o per nulla neurotropo. Raramente possono aversi miocardite e scompenso cardiaco acuto. Le rare complicanze emorragiche si registrano nelle epidemie asiatiche, ma non sono mai gravi come nella dengue: possono comparire petecchie, ma mai importanti sanguinamenti. La malattia si risolve spontaneamente, ma i dolori articolari possono persistere per mesi.

I SINTOMI
I sintomi tipici della malattia li ha ben evidenziati all'Adkkronos una delle persone colpite dalla malattia.
"Avevo dolori fortissimi in tutto il corpo dalla testa alle dita dei piedi, ero paralizzata al letto. Non riuscivo a muovermi- racconta Claudia, una ragazza romana che aggiunge - ascoltavo il telegiornale che elencava i sintomi e ho capito di essere stata infettata. Il primo giorno avevo dolori fortissimi dappertutto, anche alla cute della testa. La schiena e le gambe erano in assoluto le parti che mi facevano più male. Non riuscivo a trovare una posizione nel letto. Dentro di me pensavo devo andare all’ospedale ma ho una bambina piccola e all’inizio ho cercato di reagire. A metà giornata però – continua – mi è salita la febbre a 38 nonostante avessi già preso la tachipirina per attenuare i dolori. Dal giorno dopo sono stata un po’ meglio ma poi è cominciata tutta un’altra serie di sintomi molto fastidiosi: nausea, stomaco bloccato, voglia di vomitare, svenimenti e forti mal di testa".
"La prima settimana – racconta ancora– è la più brutta, dopo si riprendono le forze. Resta ancora un mal di testa nauseante ma tendenzialmente pensi sia finita, in realtà non è così perché c’è la fase 2 in agguato. E’ il rush cutaneo, bolle che ti possono venire dappertutto, a me sono venute sulle gambe, e forte prurito. Dopo l’antistaminico – spiega – passa ma si ripropone finché non guarisci. Io adesso ho ancora prurito".
"Quando ho capito di avere contratto il virus – aggiunge  mi sono allarmata e ho chiamato il medico di base che mi ha mandato direttamente allo Spallanzani dove mi hanno confermato che era Chikungunya. Mi hanno trattenuto in ospedale per farmi le analisi poi, una volta controllata la situazione generale, mi hanno dimesso perché la degenza della malattia si può fare a casa, chiedendomi però di tornare nel caso avessi riscontrato altri sintomi".
"Mi hanno detto di avere tanta pazienza – conclude – perché di solito non si guarisce in breve tempo, gli strascichi si portano dietro per diverso tempo. Io ho avuto una ripresa veloce perché già dal terzo giorno non avevo febbre. Mi ha aiutato tanto il fatto di reagire, di cercare di spronarmi a scendere piano piano dal letto".

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