Vergogna e flop, chirurgia del pene non soddisfa l'uomo, idem la protesi

20 settembre 2017 ore 15:06, Micaela Del Monte
La chirurgia peniena protesico-estetica può fare miracoli, sono tanti gli uomini che si rivolgono ai "ritocchini" del pene per migliorare la propria vita sessuale. Non sempre però la chirurgia assicura la felicità. A evidenziare la questione è stato il sessuologo Franco Avenia, il presidente dell’Associazione italiana per la ricerca in sessuologia Airs, che ha espresso il proprio parere sulla Chirurgia peniena protesico-estetica.

Vergogna e flop, chirurgia del pene non soddisfa l'uomo, idem la protesi
“La chirurgia genitale non è uguale agli altri tipi di chirurgia, ha un impatto diretto e determinante sulla sessualità. Diverse variabili possono influenzare molto la ripresa dopo un intervento di questo tipo, ma troppo spesso sono ignorate dalla prassi chirurgica e non rilevate dagli studi statistici”.

Il sessuologo Avenia è intervenuto sull'argomento ‘Chirurgia peniena protesico-estetica: la ripresa funzionale’ al congresso nazionale dell’Accademia italiana multidisciplinare per l’urologia territoriale, in corso a Pisa. Ad esempio, secondo uno studio sulla letteratura che ha valutato dal ’99 al 2005 oltre mille casi di impianti di protesi al pene, “se l’efficacia risulta molto alta, dall’89% al 97%, grazie alla qualità delle tecniche chirurgiche e delle protesi, la percezione del miglioramento della qualità di vita varia dallo 0% al 95%”.

Questo, secondo l’esperto, “fa capire l’importanza delle possibili problematiche psicologiche legate agli organi genitali e soprattutto delle variabili che possono incidere anche in modo determinante sulla riabilitazione” e sulla qualità della vita sessuale. E’ questione, innanzitutto, di aspettative.

“Uno dei principali motivi d’insoddisfazione – spiega Avenia all’Adnkronos Salute – è costituito dalla non realizzazione delle aspettative, che possono essere sovradimensionate o distorte perché non chiarite bene prima dell’intervento. Una protesi del pene, per esempio, non è una capsula dentaria: chiarire bene prima a cosa si va incontro dopo l’intervento è la chiave per fare in modo che l’uomo recuperi la propria soddisfazione sessuale”. Secondo lo studio, spiega infatti il sessuologo, “chi era stato preparato in modo adeguato, prima dell’intervento, a cosa andava incontro, ha manifestato dopo una maggior soddisfazione. E questo vale anche per gli altri tipi di chirurgia genitale”.

Gli interventi all’apparato sessuale maschile comprendono: allungamento del pene, inserimento della protesi, risoluzione da incurvamenti anomali del pene, asportazione del tumore alla prostata. I maggiori problemi non si legano dunque ai rischi dell’intervento chirurgico o alla riuscita dell’operazione in sé, né al recupero fisico a seguito della degenza, ma al recupero delle funzionalità mentali di ogni singolo soggetto. Molto spesso il problema maggiore riguarda l’insoddisfazione sessuale protratta a seguito della riuscita dell’intervento chirurgico, correlato da sensazioni di vergogna, mutilazione e svilimento personale.
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