Troppi cesarei inutili e choc da parto: spiegato il boom di figli unici

20 settembre 2017 ore 16:04, Americo Mascarucci
Il 6% delle donne che ha partorito negli ultimi 14 anni ha rinunciato ad una seconda gravidanza a causa delle conseguenze negative del primo parto. Lo ha rilevato l'indagine nazionale Le donne e il parto, realizzata dalla Doxa su un campione rappresentativo di circa 5 milioni di donne tra i 18 e i 54 anni, con almeno un figlio di 0-14 anni. La ricerca, commissionata dall'Osservatorio sulla violenza ostetrica (Ovo) rivela una causa finora ignorata tra quelle che hanno portato la denatalità in Italia a livelli allarmanti. Lo studio è stato finanziato dalle associazioni La goccia magica e CiaoLapo Onlus.
Troppi cesarei inutili e choc da parto: spiegato il boom di figli unici

L'INDAGINE
Dallo studio è emerso che per 4 donne su 10 (41%) l’assistenza al parto è stata per certi aspetti lesiva della propria dignità e integrità psicofisica. "Lo scorso anno, abbiamo promosso la campagna #bastatacere sui social media – spiega Elena Skoko, fondatrice e portavoce dell’Ovo Italia – per capire la portata del fenomeno. Hanno aderito così tante donne, in così pochi giorni, che presto la campagna è diventata virale. Con la nascita dell’Osservatorio anche nel nostro Paese, abbiamo deciso di fare un passo avanti per cercare di tratteggiare i confini di un fenomeno ancora sommerso di cui, però, chi l’ha vissuto porta con sé le cicatrici tutta la vita, arrivando anche a decidere di non avere più altri figli. Ora sappiamo che il fenomeno è ancora più diffuso di quanto temessimo".
La principale esperienza negativa vissuta durante la fase del parto sarebbe la pratica dell’episiotomia, un intervento chirurgico che consiste nel taglio della vagina e del perineo per allargare il canale del parto nella fase espulsiva: lo avrebbe subito il 54% delle intervistate ed è stato un trauma per tutte. 

CESAREI INUTILI
La ricreca Doxa-Ovo indica anche un abuso dei parti cesarei il più delle volte non necessari. Il 32% dei cesarei in Italia potrebbero essere evitati con conseguente riduzione dei traumi per le partorienti. Non a caso nel 2013 l'allora ministro della Salute Renato Balduzzi fece condurre un'inchiesta da cui emerse che il 43% dei cesarei sarebbe stato ingiustificato. 

CHOC POST PARTO
Il 27% delle madri lamenta una carenza di sostegno e di informazioni sull’avvio dell’allattamento, il 19% la mancanza di riservatezza in varie fasi e momenti della loro permanenza nell’ospedale; al 12% è stata negata la possibilità di avere vicino una persona di fiducia durante il travaglio; al 13% non è stata concessa un’adeguata terapia per il dolore. Non solo. 
Il 4% afferma di aver vissuto una trascuratezza nell’assistenza con insorgenza di complicazioni ed esposizione a pericolo di vita. L’Istituto Superiore della Sanità stima che in Italia, ogni anno, ci siano oltre 1.259 casi del genere (“near miss”), mentre le morti materne sono sottostimate del 60%.
I traumi vissuti dalle donne durante il parto porterebbero queste a rinunciare ad una seconda gravidanza proprio per non dover affrontare un altro calvario. Anche la paura del parto sarebbe dunque fra le cause maggiori della denatalità in Italia. Basterebbe che da parte dei medici vi fosse maggiore prudenza prima di procedere a scelte drastiche che potrebbero essere evitate. 

#parto #maltrattamenti #indagine

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