"Bloccare" il Parkinson con impulsi elettrici: e il malato torna a fare il maestro di sci

21 aprile 2016 ore 20:41, Adriano Scianca
Torna a fare il maestro di sci dopo un intervento al cervello che lo ha guarito dal Parkinson: è quanto accaduto a un piemontese di (all'epoca) 29 anni. Oggi l'uomo di anni ne ha 45 e per 12 anni ha compiuto ogni genere di terapia, senza tuttavia riuscire ad arrestare l'avanzamento della malattia. La svolta è avvenuta grazie a un'operazione che gli ha impiantato una specie di pacemaker nel cervello. L'uomo ha ripreso in pieno la sua professione di maestro di sci, in val Sangone, nel torinese, cammina e svolge normalmente qualsiasi attività. 

'Bloccare' il Parkinson con impulsi elettrici: e il malato torna a fare il maestro di sci
Il “miracolo” è firmato dal Dipartimento di Neuroscienze delle Molinette che festeggia i vent’anni di attività chirurgica con il suo 250esimo impianto cerebrale e diventando Centro di formazione di specialisti a livello internazionale. “Quando iniziammo a proporre la stimolazione cerebrale profonda per il trattamento del Parkinson non c’erano evidenze ed esperienze significative. Abbiamo voluto puntare su questa tecnica perché i pazienti avevano bisogno di una valida risposta terapeutica in alternativa al trattamento farmacologico quando questo non è più efficace. E fin da subito i risultati sono stati evidenti: gli arti tornano ad essere meno rigidi, il tremore viene controllato ed i pazienti riacquistano una soddisfacente autonomia funzionale”, spiega il professor Leonardo Lopiano, uno degli esperti che ha eseguito l'intervento. 

Il nuovo trattamento, precisa Lopiano, “non guarisce il Parkinson, ma decisamente migliora i sintomi. I pazienti che possono farne uso sono accuratamente selezionati. Non devono avere più di 70 anni e la malattia dev'essere a uno stadio avanzato. Dei 250 interventi la media di netto miglioramento è del 50-60%, il che vuol dire che in alcuni pazienti è dell'80%, in altri molto meno”. Si tratta, inoltre, di un intervento molto lungo che occupa la sala operatoria tutta una giornata. Prevede, infatti, il posizionamento chirurgico bilaterale di un sottile elettrocatetere all'interno del cervello che viene collegato a un piccolo dispositivo chiamato neurostimolatore, impiantato sottocute nella regione toracica o addominale. Questo dispositivo genera impulsi elettrici che raggiungono il cervello, dove interrompono o riducono i segnali elettrici che causano i tremori e i movimenti incontrollati tipici del Parkinson Tutto ciò avviene con il paziente sveglio. 
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