Medico donna "salva-vita": le cure femminili funzionano meglio

21 dicembre 2016 ore 17:09, Micaela Del Monte

Avere un medico donna allunga la vita, o meglio, funziona di più. Ad affermarlo è un nuovo studio pubblicato sul Jama Internal Medicine, che ha analizzato i dati di oltre un milione e mezzo di visite ospedaliere negli States nell'arco di quattro anni, dal 2011 al 2014.

Medico donna 'salva-vita': le cure femminili funzionano meglio
Durante quel periodo è stato analizzato il lavoro di quasi 6mila 'camici bianchi' che per il 30% erano donne, tendenzialmente più giovani dei colleghi. Entro 30 giorni dall'arrivo in ospedale, il numero di morti e di nuove ospedalizzazioni diminuisce significativamente se il medico curante, assegnato in modo casuale, è stato femmina. Rispettivamente il rischio relativo diminuisce del 4 e del 5%. Questo prendendo in considerazione patologie che vanno dalle aritmie alle sepsi. In una condizione in cui anche i pazienti con le patologie più gravi venivano assegnati casualmente, e quindi statisticamente in modo equo, a medici donne o uomini. Numeri che porterebbero -  sostengono gli autori della ricerca, - alla diminuzione di 32mila morti all'anno tra gli americani, se fossero tutti trattati da professioniste donne.

Già in passato ricerche avevano dimostrato differenze nell'operato di camici bianchi di sesso maschile e femminile, con le donne più attente a fare prevenzione e più scrupolose nel seguire le linee guida cliniche, offrendo quindi complessivamente cure migliori rispetto ai medici di sesso maschile. Ciononostante altre ricerche avevano suggerito che le donne medico hanno stipendi inferiori a quelli dei colleghi maschi a causa di interruzioni contrattuali e interruzioni lavorative per la maternità. Quindi sono 'più bravi' i medici maschi o le donne medico? Per capirlo i ricercatori Usa hanno studiato dati relativi a oltre 1,8 milioni di ricoveri e oltre 1,2 milioni di secondi ricoveri successivi al primo (riammissione in ospedale ad esempio a 30 giorni dal primo ricovero).

In tutto sono stati coinvolti 58.344 medici, per il 32,1% donne. E' emerso che i pazienti gestiti da internisti maschi hanno un tasso di mortalità a 30 giorni dal ricovero dell'11,49% contro l'11,07% per pazienti gestiti da donne medico. Il tasso di riammissione in ospedale è 15,57% e 15,02% se il paziente è seguito da un medico uomo o donna rispettivamente. Lo studio suggerisce che vi siano differenze importanti nel modo di curare di medici donna e uomini, con implicazioni cliniche altrettanto importanti e differenti esiti per i pazienti. Capire più a fondo quali siano queste differenze potrebbe aiutare a migliorare la qualità delle cure per tutti i pazienti indipendentemente dal sesso del medico da cui sono seguiti.

   

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