Adozioni gay, per Berlusconi il problema è lo Stato. Ma se c'era Mamma Rosa...

21 gennaio 2016 ore 12:30, Americo Mascarucci
"Di fronte a queste situazioni, credo che lo Stato debba lasciare il diritto alle persone di fare come credono e di seguire la propria strada".
Ennesima giravolta di Silvio Berlusconi sulle unioni ed adozioni gay. Dopo essersi tenacemente opposto al riconoscimento delle coppie omosessuali e aver sbandierato la sua intenzione di difendere i temi etici per compiacere la Cei quando stava al Governo; dopo aver incontrato Vladimir Luxuria ad Arcore grazie alla mediazione di Francesca Pascale e aver rivendicato la natura "liberale e laica" di Forza Italia dunque aperta al tema dei diritti civili; dopo aver infine aperto e poi richiuso sul Disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, adesso l'ex Premier si riscopre quasi "paladino dei gay" fino a benedire quegli esponenti azzurri che, seguendo la propria coscienza, voteranno a favore del Ddl. 
"Essendo noi aperti al riconoscimento dei diritti anche delle coppie omosessuali, in questa situazione ci siamo trovati a confrontarci su posizioni diverse - ha spiegato Berlusconi durante la presentazione del libro di Myrta Merlino - una maggioranza del partito ha detto che era contraria a questa legge perché mal fatta, ma la decisione finale è stata lasciare libertà di coscienza".
Adozioni gay, per Berlusconi il problema è lo Stato. Ma se c'era Mamma Rosa...
Il che tradotto starebbe più o meno a significare questo: "Io sarei pure favorevole al testo ma la maggioranza di Forza Italia ha detto no e io devo attenermi, fermo restando che ognuno è libero di agire secondo coscienza". Come dire: "Mi sento più vicino alla Brambilla e alla Prestigiacomo piuttosto che a Gasparri o Malan".
Naturalmente le ipotesi più disparate si sono subito scatenate e c'è stato chi ha letto nella nuova virata pro omosessuali di Berlusconi, l'intervento di Francesca Pascale da sempre molto vicina al mondo gay.
Sembrano così lontani i tempi in cui Berlusconi raccontava quanto fosse devota e pia mamma Rosa la quale arrivò a dichiarare di "recitare tre rosari al giorno", uno per ogni figlio. 
Quel rosario che teneva stretta fra le mani quando è morta. "E' una cosa che l'ha contraddistinta sempre" spiegò quel giorno don Gabriele Corsani, il primo sacerdote ad accorrere a casa Bossi-Berlusconi alla notizia della sua morte. E Berlusconi più volte e in più occasioni ha rivendicato l'educazione cattolica ricevuta grazie alla madre e di quanto anche grazie a lei fosse devoto di Padre Pio.
Chissà cosa penserebbe oggi Mamma Rosa dell'ennesima svolta liberal dell'amato Silvio?
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