Iva, +300% di evasione fiscale nel 2017: l'operazione Gdf

21 giugno 2017 ore 16:34, Luca Lippi
L’evasione aumenta il ritmo e rompe tutti record del passato. Un fenomeno che caratterizza le abitudini degli italiani ma che in concreto è anche specchio dei tempi. L’allarme è stato lanciato dalla Guardia di Finanza in occasione del 243esimo anniversario della fondazione. Nei primi cinque mesi dell'anno (quindi dati fino al 31 maggio 2017) è salita di ben il 300% l'Iva evasa scoperta, con una cifra che lievita dai 900 milioni di euro dei primi 5 mesi del 2016 ai 3,5 miliardi dell'analogo periodo nel 2017. 
L’incremento è piuttosto allarmante, ma nella sostanza si tratta non tanto di un aumento dell’evasione, piuttosto della capacità e degli strumenti messi a disposizione degli inquirenti che sono in grado di fare emergere più facilmente l’evasione. In sostanza è come togliere una coperta e vedere quello che fino a pochi anni fa non si era in grado di vedere. Infatti, le stesse Fiamme gialle fanno notare che l’incremento è anche il frutto del Piano denominato "Omesse comunicazioni Iva" che i Reparti del Corpo stanno svolgendo, su tutto il territorio nazionale, nei confronti di quegli operatori che, invitati a regolarizzare in un’ottica di 'compliance' la propria posizione fiscale, non hanno risposto o non si sono ravveduti.
Iva, +300% di evasione fiscale nel 2017: l'operazione Gdf
Incrementa anche il reato di evasione fiscale internazionale. Complessivamente sono 399 (il 67% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) che si suddividono in residenze fittizie, occultamento di patrimonio e capitali tratti all’estero.
Si segnala invece una crescita del 198% nei sequestri ai soggetti fiscalmente pericolosi ai sensi della normativa antimafia applicata ai reati fiscali, con un valore che, dai 97,5 milioni del 2016, ha raggiunto nel 2017 290 milioni.
Questi sono i dati di quanto scoperto, poi c’è tutto un mondo su cui non si riesce ad arrivare. L’evasore è un professionista e affina le proprie pratiche esattamente come i controllori. Il problema di tante aziende e soprattutto artigiani è quello di vedere erodere costantemente i margini di guadagno a causa di una concorrenza che non aumenta la qualità del servizio ma abbatte la qualità della merce e delle materie prime. I margini ristretti costringono gli operatori e dover ricavare utili dal mancato pagamento delle imposte, rischio assai minore di quello di dover chudere attività e aziende per destinarsi a una vita da disoccupato indigente. 
Altro fenomeno irraggiungibile è quello di non riuscire a raggiungere quanti, costretti a chiudere la propria partita Iva, proseguono nella loro attività a fari spenti. Questo fenomeno aumenta ulteriormente la concorrenza sleale che erode irrimediabilmente chi a fatica cerca di proseguire a lavorare nella legalità
È un cane che si morde la coda, se veramente si volesse scoperchiare tutto il sistema lo stato si troverebbe a dovere fare fronte a situazioni assai più costose di quanto non lo sia il dover rinunciare a qualche incasso e accontentarsi di reprimere i pochi che non sono ancora determinati a vivere di espedienti.

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autore / Luca Lippi
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