Robot come Terminator: muscolo stampato in 3D solleva pesi record

21 settembre 2017 ore 9:15, Andrea Barcariol
I muscoli del futuro per i robot della prossima generazione potranno essere stampati in 3D. A realizzare questo esperimento sono stati un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York, guidati da Hod Lipson. Un’invenzione che sembra uscire da un libro di Asimov o da uno dei tanti film di fantascienza che ogni anno sforna Hollywood, da sempre molto attenta al tema robotica.

Robot come Terminator: muscolo stampato in 3D solleva pesi record
I ricercatori sono riusciti a costruire alcuni parti del corpo per arrivare a un robot morbidissimo, quasi umano. Gli studiosi sono riusciti a sviluppare un muscolo di un tessuto unico al mondo, la sua unicità è quella di funzionare proprio come un muscolo vero, dotato di un’enorme capacità di espansione. Inoltre, a differenza di tutti quelli realizzati in precedenza, può funzionare senza l’ausilio di speciali apparecchiature o di alta tensione. Il materiale messo a punto dai ricercatori presenta una densità di tensione 15 volte maggiore di un muscolo naturale. I numeri sono impressionanti: può sollevare fino a 1.000 volte il proprio peso, praticamente più forte di Terminator. «Stiamo facendo grandi passi per la mente dei robot, ma i corpi sono ancora primitivi. Questo è un grosso pezzo del puzzle e il nuovo dispositivo può essere modellato e riformato in mille modi. Abbiamo superato una delle barriere finali per rendere i robot davvero realistici» - ha spiegato Lipson.

IL SEGRETO DEI SUPERMUSCOLI
L'incredibile risultato, pubblicato su Nature Communications, risolve un problema di lunga data nella creazione di muscoli destinati ai robot morbidi, che a differenza di quelli rigidi possono imitare i movimenti naturali, come afferrare e quindi diventano capaci di interagire con l’uomo con delicatezza per aiutarlo in casa, nelle industrie o negli ospedali. Il segreto dei supermuscoli è il materiale usato per stamparli che non richiede un compressore esterno o altre apparecchiature per farlo espandere, contrarre e sollevare un peso. Il materiale consiste in una matrice di gomma di silicone costellata di microbolle riempite di etanolo, che combina le proprietà elastiche alla capacità di cambiare volume e alla forza.
"Il nostro muscolo può spingere, tirare, piegarsi e sollevare un peso. E' il materiale artificiale più vicino a un muscolo naturale mai ottenuto” – ha spiegato il primo autore della ricerca, Aslan Miriyev. Prossimo obiettivo: coinvolgere l’intelligenza artificiale per controllarne il movimento.

ROBOTICA
La parola robotica proviene dal ceco robota, che ha il significato di "lavoro pesante" o "lavoro forzato". Il termine è stato introdotto dallo scrittore ceco Karel Capek, nel 1920 nel suo racconto R.U.R. (Rossum's Universal Robots). Il termine inglese derivato robotics, secondo l'Oxford English Dictionary, compare per la prima volta in un racconto di fantascienza dello scrittore Isaac Asimov intitolato Bugiardo! (1941). Sempre ad Asimov si deve anche l'invenzione delle famose Tre Leggi della Robotica enunciate interamente nel racconto Circolo vizioso del 1942.

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