Ancora "falso zafferano" killer: lavanda gastrica salva famiglia modenese

21 settembre 2017 ore 17:02, Andrea Barcariol
Sono finiti al Policlinico di Modena per un avvelenamento da colchicina che hanno scambiato per zafferano.
Protagonisti della vicenda un padre 59enne, una madre 58enne e il figlio 26enne, di Modena che, raccolta la pianta nei boschi di San Clemente, frazione di Monterenzio nel Bolognese, l'hanno utilizzata per insaporire un risotto. Uno scambio non così raro, vista la notevole somiglianza tra le due piante, tanto che il colchico d'autunno (Colchicum Autumnale) è chiamato anche 'falso zafferano' o 'zafferano bastardo'.

Ancora 'falso zafferano' killer: lavanda gastrica salva famiglia modenese
I tre sfortunati protagonisti della vicenda mercoledì si sono rivolti al Pronto Soccorso del Policlinico di Modena lamentando sintomi da gastroenterite e sono stati ricoverati in Osservazione Breve Intensiva: ora stanno bene e sono stati dimessi, dopo una lavanda gastrica e aver assunto carbone vegetale. "Il Colchicum autunnale - spiega il dottor Antonio Luciani, direttore del Pronto soccorso del policlinico - è un'erba velenosa altamente tossica che, come dice il nome, è diffusa in questa stagione. Non bisogna toccare né il fiore né la pianta" che viene scambiata per zafferano visto che i due fiori sono molto simili.
Per aver scambiato il colchico d'autunno per zafferano sono invece morti, nei giorni scorsi, due coniugi di Cona che, in vacanza in Trentino, avevano raccolto la pianta velenosa, poi usata, anche in questo caso, per cucinare un risotto.

COLCHICO AUTUNNALE
A differenza del commestibile zafferano vero (Crocus sativus), pianta della famiglia delle Iridaceae, il colchico autunnale della famiglia delle Liliacee, è velenoso. "E' vero sono molto simili", dice all'Adnkronos il professor Mauro Serafini, ordinario di Botanica Farmaceutica alla Sapienza di Roma. "Quando si decide di assaggiare delle piante, è fondamentale conoscerle, sapere cioè il periodo di fioritura, il loro aspetto e i luoghi in cui crescono".
"Il colchico d'autunno contiene la colchicina, un veleno mitotico - spiega il professore - in pratica blocca la divisione delle cellule. A piccole dosi e sempre solo sotto controllo medico, viene usato nell'omeopatia e, rallentando i processi metabolici che portano alla formazione dell’acido urico, rappresenta un buon rimedio contro la gotta. Gli effetti avversi, provocati dall'ingestione di parti di questa pianta sono quelli tipici dell'avvelenamento con dolori acuti non controllabili".

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