Basta un poco di miele contro i superbatteri: le proprietà benefiche

22 agosto 2017 ore 17:30, Andrea Barcariol
E' un arma efficace contro la diffusione dei superbatteri antibiotico-resistenti che, entro il 2050, uccideranno attorno a 10 milioni di persone a causa di infezioni. Non stiamo parlando di un nuovo farmaco ma del miele e delle sue straordinarie proprietà medicinali. E' quanto emerge da una ricerca dell'University of Technology di Sydney, guidata dalla microbiologa Nural Cokcetin.

Basta un poco di miele contro i superbatteri: le proprietà benefiche
"Il miele è conosciuto da millenni ma i batteri non hanno imparato a sviluppare resistenza - ha spiegato Cokcetin in occasione della Settimana della Scienza a Sydney - Abbiamo dimostrato che in condizioni nelle quali svilupperebbero rapidamente resistenza agli antibiotici in presenza del miele questo non avviene. Abbiamo sperimentato con diversi batteri, diversi antibiotici e diversi tipi di miele. I risultati sono stati coerenti". La studiosa e il suo team sono impegnati nell'identificare, in uno studio su campione, le proprietà attive di oltre 1000 varietà di miele. L'efficacia del miele come medicinale dipende da differenti fattori fra cui il contenuto di zucchero, i livelli PH e la presenza di metilgliossale (MGO), il composto che si forma naturalmente nel nettare del fiore di Manuka ed è responsabile delle proprietà eccezionali del miele che ne deriva. Tra le altre proprietà benefiche del miele, osserva Cokcetin, il rafforzamento dei batteri 'buoni' nell'intestino e la rimarginazione di ferite croniche.

PRODUZIONE DIMEZZATA IN ITALIA
Miele che quest'anno vedrà salire il prezzo a causa del clima impazzito che ha praticamente dimezzato la produzione rispetto alla media. E' quanto stima Coldiretti nel sottolineare che si tratta di uno dei risultati peggiori della storia dell'apicoltura moderna da almeno 35 anni. L'effetto delle diffuse gelate primaverili a cui ha fatto seguito il caldo e la siccità con i fiori secchi per la mancanza di acqua ed i violenti temporali estivi che a macchia di leopardo hanno aggravato la situazione ma - sottolinea la Coldiretti - senza dimenticare gli incendi che hanno fatto strage di decine di milioni di api. In realtà la preoccupazione riguarda anche il fatto che il lavoro delle api - riferisce la Coldiretti - è importante non sono per la produzione del miele ma anche per l'impollinazione delle piante, tanto che Albert Einstein sosteneva che: "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita".
"Il clima anomalo - spiega ancora Coldiretti - ha colpito i diversi tipi di mieli in pianura mentre si è salvato solo il raro miele di montagna. L'andamento produttivo di quest'anno fa peraltro seguito al raccolto già scarso dello scorso anno in cui era sceso ad appena 16mila tonnellate".
Il crollo dei raccolti nazionali apre le porte alle importazioni di miele di minore qualità con gli arrivi dall'estero che hanno già raggiunto oltre 7000 tonnellate nei primi quattro mesi del 2017 secondo l'analisi Coldiretti su dati Istat e se il trend sarà confermato sugli scaffali due barattoli su tre saranno stranieri. Circa 1/3 del miele importato viene dall'Ungheria ma un flusso consistente di oltre il 10% arriva dalla Cina, paese ai vertici per insicurezza alimentare.

DATI
Sono 1,2 milioni gli alveari sparsi nelle campagne italiane e dei 45.000 apicoltori tra hobbisti e professionali con un fatturato stimato di 150milioni di euro ma con un valore di più 2 miliardi di euro per l'attività di impollinazione alle coltivazioni.

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