Vaccino contro l'HPV un successo, ma i pregiudizi dei genitori hanno ancora la meglio

22 febbraio 2016 ore 16:02, Micaela Del Monte
Un successo sperato quello del vaccino contro il Papilloma Virus. Un vaccino lanciato 10 anni fa che ha portato ai risultati sperati, ma ancora troppo poco incisivi per quello che servirebbe. Gli esiti della vaccinazione preventiva di massa nel nostro continente ha portato alla riduzione fino a due terzi la prevalenza del virus nelle giovani donne. Quello che la ricerca dimostra è che nonostante poche ragazze si sottopongano alla vaccinazione, i tassi di infezione da HPV nei Paesi occidentali stanno crollando, segno del grandissimo effetto sulla salute pubblica che si potrebbe ottenere allargando la sfera di vaccinazione.

Nella fascia tra 14 e 19 anni la presenza del virus è diminuita del 64%, mentre in quella sopra i 20, in cui il tasso di vaccinazione è molto più basso, c'è stata comunque una riduzione del 34%. I numeri, affermano gli autori, sono addirittura migliori di quelli attesi. "Il fatto che vediamo una diminuzione maggiore di quella che aspettavamo coi tassi di vaccinazione che avevamo - scrivono - suggerisce che ci potrebbe essere qualche effetto di 'immunità di gregge', e che il vaccino inizia ad essere efficace anche prima di terminare la serie di iniezioni".

Il vaccino per l'Hpv è uno dei più controversi negli Usa, perché i medici sono riluttanti a consigliarlo per non dover affrontare il tema spinoso della sessualità delle adolescenti, dato che il virus si trasmette per via sessuale.  Lo strumento per scavare nell’opinione pubblica è sicuramente l’educazione; scopo primario della vaccinazione da HPV è essenzialmente quello di proteggere da pericolose malattie che possono derivare dall’infezione: non si parla, infatti, solo di condilomi, ma si giunge al cancro della cervice o del pene, per esempio. Per questo motivo molti epidemiologi sostengono la necessità di iniziare a rendere obbligatoria la vaccinazione degli adolescenti, soprattutto considerando l’età media dei primi rapporti sessuali che nel mondo occidentale è in costante discesa.

In Ruanda, ad esempio, grazie a campagne di vaccinazione, la prevalenza del virus è scesa del 93%; in Australia, dove la vaccinazione è offerta gratuitamente a tutte le giovani ragazze, il tasso di condilomi acuminati è sceso in pochi anni del 91%. In Italia, dove ogni anno muoiono circa 1500 donne di cancro della cervice, il vaccino è da anni erogato gratuitamente alle bambine/ragazze. La battaglia per la piena affermazione di questo strumento, tuttavia, è ancora lunga nel nostro Paese: bisogna battere la diffidenza ancora presente in molti genitori o in molti adolescenti e bisogna iniziare a far pressioni sulle organizzazioni pubbliche affinché il vaccino contro HPV sia disponibile gratuitamente anche nella popolazione maschile. Si stima, infatti, che il 65% degli individui di sesso maschile sessualmente attivi contragga un’infezione da HPV nel corso della vita: gli stessi soggetti possono così diventare veicoli per il virus o essi stessi vittime di patologie determinati dai ceppi più virulenti, con profonde ripercussioni sulla salute.

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