L'inquinamento disturba il sonno, colpa di naso e gola irritati

22 maggio 2017 ore 21:25, Andrea Barcariol
Non soltanto l'inquinamento acustico può influire sul nostro sonno. Anche lo smog e l'inquinamento dell'aria possono infatti peggiorare la qualità del nostro riposo. A sostenerlo è una ricerca dell'Università di Washington, citata dal quotidiano britannico Guardian. Lo studio prende in esame la quantità di tempo che i partecipanti trascorrono addormentati in letto di notte rispetto a quanto passano svegli in letto, la cosiddetta "efficienza del sonno". I risultati mostrano che una maggiore esposizione al biossido di azoto e alle polveri sottili come le PM 2.5 rende più probabile avere una scarsa efficienza del sonno. Questo, sostengono i ricercatori, potrebbe essere dovuto all'effetto dell'inquinamento sul corpo.

L'inquinamento disturba il sonno, colpa di naso e gola irritati
L'INDAGINE
Martha E. Billings, MD, spiega che lo studio è partito dalla considerazione che "probabilmente l'inquinamento atmosferico provoca irritazione delle vie aeree, gonfiore e congestione, e può anche influenzare il sistema nervoso centrale e le aree cerebrali che controllano la respirazione e il sonno". I ricercatori americani hanno analizzato i dati di oltre 1800 persone (età media 68 anni) prelevandoli dal Multi Ethnic Study on Atherosclerosis (MESA) esaminando due fra i più comuni inquinanti atmosferici: l'ossido di azoto (un gas connesso all'inquinamento da traffico) e il PM 2,5 (il particolato fine, ovvero le polveri sottili generate dall'inquinamento industriale che arrivano a penetrare nei polmoni). Si è così arrivati a stimare le esposizioni all'inquinamento atmosferico nelle abitazioni di ciascun soggetto (su un anno e su 5 anni) per incrociarle con i dati sulla qualità del sonno nell'arco della settimana.
 
I dati rivelano che il gruppo con i più alti livelli di ossido di azoto nell'arco di 5 anni ha registrato un aumento del 60% del rischio di un sonno poco efficace, con diversi risvegli notturni. Le persone con le più elevate esposizioni al PM 2,5 hanno avuto un aumento del 50%. Un confronto con dati fisici e socioeconomici ha rivelato che l'esposizione a lungo termine a questi fattori inquinanti può avere effetti negativi sul sonno e sconvolgere i nostri ritmi sonno-veglia. "Questi nuovi risultati indicano la possibilità che i livelli comuni di inquinamento atmosferico non solo influenzino la malattia del cuore e del polmone, ma anche la qualità del sonno”, spiega la ricercatrice Martha E. Billings, “Migliorare la qualità dell'aria può essere un modo per migliorare la salute del sonno e forse ridurre le disparità di salute", quelle provocate dalle situazioni socio economiche dei soggetti. Lo studio vuole essere un punto di partenza per esplorare l'associazione tra gli altri agenti inquinanti e il sonno, e capire anche se il rumore generato dal traffico può essere un fattore chiave nella determinazione della qualità del sonno.

EFFETTI INQUINAMENTO - Naso e gola possono essere irritati durante la notte e causare alcuni disturbi del sonno, così legati a problemi di respirazione, spiegano gli esperti. Diviso il campione in quattro gruppi, e dopo aver preso in considerazione una serie di fattori tra cui l’età, l’abitudine al fumo e problemi come l’apnea ostruttiva del sonno, il team ha scoperto che chi era stato più esposto ad alti livelli di inquinamento atmosferico durante i cinque anni aveva il 60% di probabilità in più di trovarsi nel gruppo con minore efficienza del sonno rispetto alle persone che respiravano un’aria migliore.

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