Il bitcoin sfiora 2200 Usd, perchè è una corsa piena di record

22 maggio 2017 ore 16:29, Luca Lippi
La quotazione del bitcoin ha raggiunto i 2190 dollari, spinto soprattutto dalla grande domanda in aumento sostenuto dalla Cina dove usano la criptomoneta (si dice) per aggirare il blocco dei capitali. Il prezzo dei bitcoin in 30 giorni è salito del 65% e la capitalizzazione della valuta ha raggiunto i 36 miliardi di dollari, ma soprattutto è salita di 4 miliardi negli ultimi due giorni, per fare un esempio chiarificatore, se qualcuno avesse acquistato 100 dollari di bitcoin sette anni fa oggi potrebbe avere in tasca quasi 73 milioni di dollari.
Alcuni analisti, oltre rintracciare l’aumento vertiginoso di domanda di bitcoin per aggirare il blocco all'esportazione dei capitali all'estero (il blocco di cui si parla è il medesimo che aveva ostacolato l'acquisizione del Milan da parte di Sino Europe Sports) ci sarebbe da considerare anche l’acquisto di valuta da parte delle migliaia di vittime dei computer "sequestrati" da WannaCry. Gli attacchi hacker come Wannacry costano alle imprese italiane circa 9 miliardi di euro all'anno, secondo l'Eurispes, figurarsi estendere il fenomeno in tutto il mondo che giro di criptovalute comporta. Molto attivi sul mercato oltre la Cina risultano il Giappone (40% degli scambi) e gli altri Paesi del Sud Est Asiatico.
Il bitcoin sfiora 2200 Usd, perchè è una corsa piena di record
Sempre gli analisti, ipotizzano un rischio bolla speculativa dietro il fenomeno, in realtà il Bitcoin è un fenomeno piuttosto debole rispetto a quello che sta riguardando altre criptomonete, come Ethereum, i cui prezzi sono esplosi dai meno degli 8 dollari di inizio anno agli attuali 184 dollari, realizzando un guadagno del del 2.200%, 17,5 volte in più di quello messo a segno dal principale e più noto rivale.
In questo momento, il mercato degli Ethereum capitalizza quasi 18 miliardi di dollari, ovvero poco meno della metà di quello dei Bitcoin. All’inizio del 2017, valeva meno di 700 milioni, ovvero meno di un ventesimo del mercato dei Bitcoin. 
Al momento, il regno delle monete digitali vale in tutto quasi 80 miliardi, una ventina in più rispetto solamente al venerdì scorso. Insomma, il fenomeno è in nettissima crescita e non può più essere guardato con sufficienza dalle istituzioni finanziarie. A questi ritmi, da qui ad arrivare a sfondare la soglia dei 1.000 miliardi potrebbe non passare molto tempo, segno che il mercato mondiale sarebbe alla ricerca di assets alternativi su cui investire, evidentemente sfiduciato dal più collaudato sistema finanziario tradizionale.
Nella sostanza, però, tutto è causato dall’halving, inutile andare a cercare motivazioni di alta finanza che è una cosa seria.
Cos’è l’halving? Partiamo dal fatto che il bitcoin è stato progettato per essere eseguito da una rete di computer che confermano in modo indipendente le transazioni. Per assicurarsi che i soggetti siano disposti a contribuire con la propria potenza di calcolo, è stato pensato un premio per ogni blocco di transazioni confermato: un lotto di bitcoin neocostituiti. Poiché questo processo assomiglia in qualche modo a una miniera fisica, i partecipanti sono soprannominati minatori. Per garantire che i bitcoin fossero estratti nel corso di un lungo periodo di tempo (per gran parte del prossimo secolo) sono stati programmati degli speed bump. Uno è costituito da un gap di circa 10 minuti tra i blocchi confermati. L'altro è un reset quadriennale del premio di estrazione, un evento chiamato halving. Quindi il premio è dimezzato ogni quattro anni. Quando i bitcoin sono nati il premio era di 50 bitcoin. Nel 2012 è stato tagliato poi a 12,5 e così via. In sostanza con il taglio dell’offerta, la domanda fa salire i prezzi. A quanto pare, questo è quanto sta avvenendo da un paio di anni, visto che gli operatori stanno essenzialmente facendo front-running sul dimezzamento.
In conclusione, o poniamo la finanza in mano a smanettoni con T-shirt  e pantaloni con l’elastico (look tipico degli infomatici cronici valido per tutte le stagioni) oppure archiviamo l’argomento definitivamente del Bitcoin relegandolo nel suo ambito che non è quello del Forex. Magari cerchiamo anche di tenerlo sotto controllo giacché, senza controlli, è comunque uno strumento pericoloso. 

#Bitcoin #criptovalute #Boom #halving
autore / Luca Lippi
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