Il premio David di Donatello spegne sessanta candeline: da Mainetti a Sorrentino tutte le nomination

22 marzo 2016 ore 17:00, Americo Mascarucci
"Lo chiamavano Jeeg robot" e "Non essere cattivo" saranno i film che si contenderanno la 60esima edizione dei David di Donatello, quest'anno trasmessa per la prima volta da Sky, il 18 aprile. 
"Lo chiamavano Jeeg Robot" di Gabriele Mainetti e "Non essere cattivo" di Claudio Caligari hanno ottenuto 16 candidature ciascuno. A seguire "Youth - La Giovinezza' di Paolo Sorrentino con 14 candidature, mentre il film di Matteo Garrone "Il racconto dei racconti" ne ha avute ben 12. 
Va bene anche a "Perfetti sconosciuti" di Paolo Genovese, che si aggiudica 9 candidature. Va detto infine che "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi, Orso d'oro a Berlino, ha ottenuto 4 candidature ai David ed è presente anche nella categoria più importante, miglior film, insieme a Garrone, Caligari, Genovese e Sorrentino. 
Il premio David di Donatello spegne sessanta candeline: da Mainetti a Sorrentino tutte le nomination
Ad annunciare le nomination dei David di Donatello 2016 è stato il critico cinematografico Gian Luigi Rondi, presidente a vita dell’Accademia del Cinema Italiano.
Sky accompagnerà il pubblico alla cerimonia del 18 aprile attraverso un canale apposito, Sky Cinema HD – David di Donatello (304) che dal 15 al 24 aprile proporrà i film vincitori delle precedenti edizioni dei David di Donatello (il primo sarà Mia Madre di Nanni Moretti), oltre a contenuti speciali e approfondimenti. 

Come nasce il premio?
Il David di Donatello è un premio cinematografico italiano, assegnato dall'Ente David di Donatello dell'Accademia del Cinema Italiano in diverse categorie e può essere considerato come l'equivalente per il cinema italiano del premio Oscar.
Il premio prende il nome dalla celebre statua omonima una cui riproduzione in miniatura viene assegnata ai vincitori durante la cerimonia di premiazione. La storia del David di Donatello iniziò verso la metà degli anni cinquanta, con la fondazione dell'Open Gate Club di Roma. Inizialmente come simbolo venne scelta una porta che si apriva, ad indicare la fine dei tempi bui della guerra ed il ritorno ad una rinnovata apertura agli scambi culturali internazionali. 
La prima cerimonia di premiazione ebbe luogo nel 1956, al cinema Fiamma di Roma. Dalla seconda edizione le premiazioni si svolsero al teatro greco-romano di Taormina con alcune eccezioni: a Roma alle Terme di Caracalla (1971), a Firenze al Piazzale Michelangelo (1978), a Roma al Teatro dell'Opera (1979). Nel 1981 la premiazione si è svolta in due tempi e in due sedi diverse: a Roma al Teatro dell'Opera e a Firenze a Palazzo Vecchio (limitatamente al David europeo e al David "Luchino Visconti"). Dal 1982 la cerimonia si svolge a Roma.
Nel 2006, per festeggiare i 50 anni del premio furono assegnati 8 premi speciali, i David del Cinquantenario, i quali andarono ai più prestigiosi rappresentanti delle principali categorie della storia del cinema italiano del periodo.

Ecco le candidature alle nomination nelle varie categorie
Miglior film
Fuocoammare
Il racconto dei racconti
Non essere cattivo
Perfetti sconosciuti
Youth – La Giovinezza
Miglior regista
Gianfranco Rosi (Fuocoammare)
Matteo Garrone (Il racconto dei racconti)
Claudio Caligari (Non essere cattivo)
Paolo Genovese (Perfetti sconosciuti)
Paolo Sorrentino (Youth – La Giovinezza)
Miglior regista esordiente
Carlo Lavagna (Arianna)
Adriano Valerio (Banat – Il Viaggio)
Piero Messina (L’attesa)
Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Fabio Bonifacci e Francesco Miccicché (Loro chi?)
Alberto Caviglia (Pecore in erba)
Migliore sceneggiatura
Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Matteo Garrone e Massimo Gaudioso (Il Racconto dei Racconti)
Nicola Guaglianone e Menotti (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Claudio Caligari, Giordano Meacci e Francesca Serafini (Non essere cattivo)
Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini e Rolando Ravello (Perfetti sconosciuti)
Paolo Sorrentino (Youth – La Giovinezza)
Miglior produttore
Fuocoammare
Il Racconto dei Racconti
Lo chiamavano Jeeg Robot
Non essere cattivo
Youth – La Giovinezza
Miglior attore protagonista
Claudio Santamaria (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Alessandro Borghi ( Non essere cattivo)
Luca Marinelli (Non essere cattivo)
Marco Giallini (Perfetti sconosciuti)
Valerio Mastandrea (Perfetti sconosciuti)
Miglior attrice protagonista
Astrid Berges-Frisbey (Alaska)
Paola Cortellesi (Gli ultimi saranno ultimi)
Sabrina Ferilli (Io e lei)
Juliette Binoche (L’attesa)
Ilenia Pastorelli (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Valeria Golino (Per amor vostro)
Anna Foglietta (Perfetti sconosciuti).
Miglior attore non protagonista
Valerio Binasco (Alaska)
Fabrizio Bentivoglio (GLi ultimi saranno ultimi)
Giuseppe Battison (La felicità è un sistema complesso)
Luca Marinelli (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Alessandro Borghi (Suburra)
Miglior attrice non protagonista
Piera Degli Esposti (Assolo)
Antonia Truppo (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Elisabetta De Vito (Non essere cattivo)
Sonia Bergamasco (Quo vado?)
Claudia Cardinale (Ultima fermata)
Miglior fotografia
Peter Suschitzky (Il Racconto dei Racconti)
Michele D’Attanasio (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Maurizio Calvesi (Non essere cattivo)
Paolo Carnera (Suburra)
Luca Bigazzi (Youth – La Giovinezza)
Miglior musicista
Alexandre Desplat (Il Racconto dei Racconti)
Ennio Morricone (La corrispondenza)
Michele Braga e Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Paolo Vivaldi con la collaborazione di Alessandro Sartini (Non essere cattivo)
David Lang (Youth – La Giovinezza)
Miglior canzone originale
Torta di noi, scritta e interpretata da Niccolò Contessa (La felicità è un sistema complesso)
A cuor leggero, scritta e interpretata da Riccardo Sinigallia (Non essere cattivo)
Perfetti sconosciuti, scritta da Bungaro e Cesare Chiodo e interpretata da Fiorella Mannoia (Perfetti sconosciuti)
La prima repubblica, scritta e interpretata da Checco Zalone (Quo vado?)
Simple Song #3, scritta da David Lang e interpretata da Sumi Jo (Youth – La Giovinezza)
Miglior scenografo
Dimitri Capuani e Alessia Anfuso (Il Racconto dei Racconti)
Maurizio Sabatini (La corrispondenza)
Massimiliano Sturiale (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Giada Calabria (Non essere cattivo)
Paki Meduri (Suburra)
Ludovica Ferrario (Youth – La Giovinezza)
Miglior costumista
Massimo Cantini Parrini (Il Racconto dei Racconti)
Gemma Mascagni (La corrispondenza)
Mary Montalto (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Chiara Ferrantini (Non essere cattivo)
Carlo Poggioli (Youth – La Giovinezza)
Miglior truccatore
Gino Tamagnini, Valter Casotto, Luigi D’Andrea e Leonardo Cruciano (Il Racconto dei Racconti)
Enrico Iacoponi (La corrispondenza)
Giulio Pezza (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Lidia Minì (Non essere cattivo)
Maurizio Silvi (Youth – La Giovinezza)
Miglior acconciatore
Francesco Pegoretti (Il Racconto dei Racconti)
Elena Gregorini (La corrispondenza)
Angelo Vannella (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Sharim Sabatini (Non essere cattivo)
Aldo Signoretti (Youth – La Giovinezza)
Miglior montatore
Jacopo Quadri (Fuocoammare)
Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Consuelo Catucci (Perfetti sconosciuti)
Patrizio Marone (Suburra)
Cristiano Travaglioli (Youth – La Giovinezza)
Miglior fonico in presa diretta
Maricetta Lombardo (Il Racconto dei Racconti)
Valentino Giannì (Lo chiamavano Jeeg Robot)
Angelo Bonanni (Non essere cattivo)
Umberto Montesanti (Perfetti sconosciuti)
Emanuele Cecere (Youth – La Giovinezza)
Migliori effetti digitali
Game Therapy
Il Racconto dei Racconti
Lo chiamavano Jeeg Robot
Suburra
Youth – La Giovinezza
David Giovani
Alaska, di Claudio Cupellini
Gli ultimi saranno ultimi, di Massimiliano Bruno
La Corrispondenza, di Giuseppe Tornatore
Non essere cattivo, di Claudio Caligari,
Quo Vado?, di Gennaro Nunziante
Miglior film dell’Unione Europea
45 Anni, di Andrew Haigh
Dio esiste e vive a Bruxelles, di Jaco Van Dormael
Il Figlio di Saul, di Laszlo Nemes
Perfect Day, di Fernando Leon de Aragona
The Danish Girl, di Tom Hooper
Miglior film straniero
Carol, di Todd Haynes
Il caso Spotlight, di Thomas McCarthy
Il Ponte delle Spie, di Steven Spielberg
Inside Out, di Pete Docter e Ronnie Del Carmen
Remember, di Atom Egoyan
Miglior cortometraggio
A metà luce 2016, di Anna Gigante
Bellissima, di Alessandro Capitani
Dove l’acqua con altra acqua si confonde, di Gianluca Mangiasciutti e Massimo Loi
La ballata dei senzatetto, di Monica Manganelli
Per Anna, di Andrea Zuliani
Miglior documentario di lungometraggio
I bambini sanno, di Walter Veltroni
Harry’s bar, di Carlotta Cerqueti
Louisiana (The other side), di Roberto Minervini
Revelstoke. Un bacio nel vento, di Nicola Moruzzi
S is for Stanley, di Alex Infascelli.



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