Il magnesio squilibrato aiuta la demenza: quale il giusto dosaggio

22 settembre 2017 ore 15:26, Americo Mascarucci
Avere nel sangue livelli elevati o bassi di magnesio, pur restando entro i limiti di normalità, potrebbe favorire il deterioramento cognitivo. Una ricerca pubblicata sulla rivista Neurology ha infatti evidenziato che, sia in presenza di concentrazioni plasmatiche troppo alte che troppo base, il magnesio può essere associato al rischio di demenza. Lo studio è stato condotto da Brenda Kieboom dell’Università Erasmus ed ha coinvolto 9.569 individui di età media 65 anni e tutti sani all’inizio del lavoro. Dopo otto anni di osservazione sono state effettuate 830 diagnosi di demenza di cui oltre 660 di Alzheimer.
Il magnesio squilibrato aiuta la demenza: quale il giusto dosaggio

LO STUDIO
Lo studio ha quindi valutato l'eventuale correlazione fra livelli di magnesio e la presenza di problemi cognitivi, considerando anche l'influenza negativa determinata da possibili fattori esterni come l’abuso di fumo o di alcol, la funzionalità renale o l’indice di massa corporea. Ecco quindi che tanto in presenza di alte concentrazioni di magnesio che di bassi livelli è risultato aumentare il rischio di demenza con una manifestazione superiore di circa il 30 per cento rispetto a chi ha livelli intermedi.
Infatti dei 1.771 individui con carenza di magnesio, 160 persone si sono ammalate di demenza, che equivale a un tasso annuo di 10,2 per 1.000 individui. Dei 1.748 con eccesso di magnesio 179 si sono ammalati, per un tasso di 11,4 per 1.000 persone. Il tasso di demenza per chi ha concentrazioni di magnesio nella norma è risultato inferiore e pari a 7,8 per 1.000. 
Ad ogni modo la stessa curatrice dello studio tiene a precisare che saranno necessari ulteriori approfondimenti anche perché non è chiaro come il magnesio posso influire negativamente sulle capacità cognitive. 
"Tuttavia, se questi dati fossero confermati, potremmo usare i dosaggi del magnesio nel sangue per uno screening delle persone con una maggior probabilità di ammalarsi di demenza – ipotizza Kieboom –. Identificare nuovi fattori di rischio è importante perché non abbiamo molte armi, oggi, per prevenire e trattare il deterioramento cognitivo: se potessimo ridurre il pericolo con una dieta che garantisca un buon equilibrio dei livelli di magnesio sarebbe già un passo avanti". 

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