Cos'è la Pseudomonas aeruginosa nell'acqua: cosa provoca e come si cura

22 settembre 2017 ore 15:59, Micaela Del Monte
Il Ministero della Salute ha ordinato il richiamo di alcuni lotti di acqua minerale Cutolo Rionero e Blues per rischio microbiologico. Otto i lotti a marchio "Cutolo Rionero" ed "Eurospin Blues" - con codice LR7248C, LR7249C, LR7250C, LR7251C, LR7252C, LR7253C, LR7254C e LR7255C, con date di scadenza dal 5 al 12 settembre 2018 e del formato da un litro e mezzo e da litro - di cui il Ministero della Salute, mediante apposita circolare, ha richiesto il ritiro dal mercato, poiché ritenuti a rischio contaminazione da Pseudomonas Aeruginosa.  

Cos'è la Pseudomonas aeruginosa nell'acqua: cosa provoca e come si cura
PSEUDOMONAS AERUGINOSA
Ma cos'è e cosa scatena nel nostro organismo in caso di infezione? E' un batterio Gram-negativo, considerato un patogeno opportunista, in quanto colpisce soprattutto persone con difese immunitarie, pelle o mucose compromesse. La sua forma "a bastoncello" gli consente di viaggiare indisturbato tra i tessuti del corpo umano. Per sopravvivere ha bisogno di ossigeno e predilige gli ambienti umidi. Le infezioni da Pseudomonas possono presentarsi in molte sedi anatomiche come cute, tessuti sottocutanei, ossa, orecchie, occhi, tratto urinario e valvole cardiache. La sede varia a seconda della porta d’ingresso e della vulnerabilità del paziente.

INFEZIONE E SINTOMI
L'infezione avviene in tre momenti: attacco del patogeno e colonizzazione; infezione locale; passaggio nel sangue e malattia sistemica. Nei soggetti sani, generalmente colonizza pelle, orecchio esterno, vie respiratorie superiori o intestino crasso, causando problemi: respiratori (polmonite), al sistema nervoso centrale (meningiti o ascessi cerebrali), all'orecchio (otiti); agli occhi (endoftalmite o cheratite batterica); ad ossa e articolazioni, gastrointestinali (dissenteria, enterite ed enterocolite), alle vie urinarie. E ancora presenza di batteri nel sangue, endocardite e problemi dermatologici.

Tra i sintomi più comuni: febbre, cianosi, disidratazione, fastidi addominali, lesioni emorragiche e necrotiche, ascessi, noduli sottocutanei, cellulite, soffio cardiaco, fascite, difficoltà di movimento, edema palpebrale, secrezioni oculari purulente, eritema congiuntivale.

CURE E TRATTAMENTI
Anche gli interventi terapeutici dipendono dalla sede in cui Pseudomonas aerugnosa ha prodotto infezione. Ad esempio, in caso di interessamento cutaneo, si può riccorere ad irrigazioni di acido acetico all'1% o all'applicazione topica di agenti antibatterici come polimixina B o colistina. Particolare importanza riveste la corretta igiene delle aree cutanee interessate: l'eventuale tessuto necrotico dev'essere eliminato e gli ascessi drenati, mentre in ambito ospedaliero risulta essenziale l'accurata pulizia e disinfezione delle apparecchiature mediche.
Qualora si renda necessaria una terapia antibiotica sistemica, si utilizzano generalmente la tobramicina o la gentamicina. In caso di resistenza a questi farmaci, si può usare in alternativa l'amikacina secondo le indicazioni mediche.
Lo Pseudomonas aeruginosa sta assumendo un'importanza clinica rilevante a causa della sua resistenza multipla a vari antibiotici, per cui è necessario effettuare saggi di sensibilità in vitro (antibiogramma) sul ceppo isolato dal campione clinico. 

Possono essere usate le seguenti combinazioni di antibiotici (infatti la monoterapia è sempre inefficace):

-Penicilline dopo la prima generazione, cefalosporine (sp. ceftazidime), carbapenemici
-Aminoglicosidi (sp. tobramicina) insieme ai beta lattamici
-Fluorochinoloni (sp. ciprofloxacina)
colistina Immunoglobuline iperimmuni e trasfusioni di granulociti possono giovare in infezioni in pazienti immunocompromessi.

L'infezione grave da P. aeruginosa è ospedaliera. La prevenzione si deve basare, dunque, su misure igieniche e comportamentali come il controllo dei macchinari per l'emodialisi e l'uso di materiali sterili associato ad un corretto lavaggio delle mani. Si deve tener conto che l'utilizzo di antibiotici ad ampio spettro, oltre ad uccidere la flora commensale competitiva, seleziona i ceppi di P. aeruginosa a più resistenza. L'utilizzo degli antibiotici deve quindi essere specifico e mirato.

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