Lavoro-Inail: boom malattie professionali, in calo gli infortuni

23 giugno 2016 ore 10:41, Luca Lippi
Audizione del Presidente dell’Inail, Massimo De Felice, a Montecitorio, tema della riunione la presentazione del bilancio dell’Istituto e i dati sugli infortuni relativamente al 2015.
Positivo il risultato finanziario dell’Istituto (439 milioni). I principali dati del preconsuntivo 2015 indicano entrate di competenza per 9 miliardi e 634 milioni di euro (allo stesso livello del 2014) e uscite di competenza pari a 9 miliardi e 195 milioni (con prestazioni istituzionali in diminuzione dell’1,3% rispetto all’anno precedente). Il risultato finanziario è pari a 439 milioni e, dunque, positivo, seppure in diminuzione del 7,8% rispetto al 2014 e del 43% rispetto al 2011.
Riguardo gli infortuni sul lavoro, hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail. In media circa 82 giorni per gli infortuni che hanno provocato menomazione e 20 giorni in assenza di menomazione.

Lavoro-Inail: boom malattie professionali, in calo gli infortuni

Gli infortuni causa di decesso: “accertati” sono stati 694. Delle 1.246 denunce di infortunio con esito mortale (erano 1.152 nel 2014), gli infortuni accertati “sul lavoro” sono stati 694 (di cui 382, il 55%, “fuori dell’azienda”), con una riduzione del 2% circa rispetto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011. 
Il dato però non è consolidato perché sono ancora in istruttoria 26 infortuni: se tutti fossero riconosciuti come casi mortali avvenuti “sul lavoro”, si avrebbe un aumento complessivo di circa l’1,7% rispetto al 2014, mentre la riduzione rispetto al 2011 sarebbe del 20%.
Il totale delle segnalazioni di infortunio sul lavoro: poco meno di 637mila le denunce di infortunio registrate.  Si conferma l’andamento decrescente nella serie storica del numero degli infortuni. Sono poco meno di 637mila le denunce di infortuni accaduti nel 2015 registrate dall’Inail, in diminuzione del 4% rispetto al 2014 e del 22,1% rispetto al 2011. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati poco più di 416mila (-6,6% rispetto al 2014), di cui il 18,2% avvenuto “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Il dato “fuori azienda” è rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione.
Malattie professionali: ne sono state denunciate 59mila (circa 1500 in più rispetto al 2014), con un aumento di circa il 24% rispetto al 2011. 
E’ stata riconosciuta la causa professionale al 34%, il 3% è ancora “in istruttoria”. Il 63% delle denunce è per malattie del sistema osteomuscolare (cresciute del 46% rispetto al 2011). 
E’ importante ribadire che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 44mila, di cui circa il 39% per causa professionale riconosciuta. Sono stati poco meno di 1.600 i lavoratori con malattia asbesto-correlata. I lavoratori deceduti nel 2015 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.462 (il 27% in meno rispetto al 2011), di cui 470 per silicosi/asbestosi (l’85% è con età al decesso maggiore di 74 anni). La silicosi/asbestosi sono patologie polmonari per le quale alcune aziende che operano sottoponendo a questo rischio i propri addetti sono obbligate a pagare un premio aggiuntivo.  
L’obbligo assicurativo contro il rischio di silicosi e di asbestosi sussiste essenzialmente, ma non esclusivamente, per i datori di lavoro che svolgono una delle lavorazioni previste dalla Tabella allegato n. 8 al T.U. 1124/65, i quali abbiano denunciato, o nei cui confronti sia stata preventivamente accertata, la presenza concreta di un oggettivo rischio specifico di silicosi o di asbestosi.

autore / Luca Lippi
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