Renzi eNews con messaggio ai suoi: "Non credo ai caminetti: apriamo finestre"

23 giugno 2016 ore 21:20, intelligo
Si riparte (anche con la e news). E dalle riflessioni: "Accogliere le critiche per fare meglio". Così si esprime Matteo Renzi dopo l'esito elettorale una certa volontà di aprirsi al dialogo anticipando in parte i contenuti della direzione del Partito Democratico prevista per domani.
Dove dovrebbe essere lanciata l'idea del direttorio nel quale coinvolgere i Governatori delle Regioni per essere sempre di più e meglio in sintonia con i territori.
 "In molti - scrive - mi chiedono di interpretare il messaggio di queste amministrative. Penso sia utile che il Pd e il governo cerchino di capire come e dove possiamo fare meglio. Ci si apra di più al territorio, alle riflessioni dei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori. Senza minimizzare, né drammatizzare".
Renzi eNews con messaggio ai suoi: 'Non credo ai caminetti: apriamo finestre'
"La discussione nel Pd non può essere rimpiazzata dalla classica polemica sulle poltrone in segreteria o sul desiderio delle correnti di tornare a guidare il partito - prosegue Renzi - Non credo ai caminetti: apriamo finestre, spalanchiamole, altro che caminetti. Parliamo, certo: ma con gli italiani e degli italiani, non dei nostri equilibri congressuali. Il Pd deve caratterizzarsi per le cose che propone, non per le proprie divisioni interne nè per le spartizioni interne alle correnti come avveniva in passato".
Intanto però sull'ipotesi del direttorio arrivano i primi secchi no. Il Governatore della Toscana Enrico Rossi si chiama subito fuori:
"Questa sì che è di vecchio stampo, la facevano i vecchi democristiani quando si accorgevano di essere un po' in crisi al governo, allora si riunivano e dicevano proviamo un po' a mettere questa corrente per vedere se si riequilibra un pò'". 
Rossi a Repubblica spiega che si rende invece necessario "discutere democraticamente la linea politica del partito su due argomenti che trovo fondamentali: uno, il colpo che abbiamo preso alle comunali che ci impone di discutere della politica economica e di fare una finanziaria che sia nettamente a favore dei ceti più deboli, che abbia piani per il lavoro, un segno sociale forte e che sostenga quelle imprese che investono davvero. Non detassazioni generiche per tutti e nemmeno bonus e contributi distribuiti a destra e a sinistra. L'altro punto che io temo - aggiunge Rossi - è che l'avvitamento del dibattito interno porti alla frammentazione e alla disunità del partito".

Matteo Renzi chiama poi nell'e-news alla mobilitazione "per fare del referendum costituzionale un grande momento di confronto democratico sul merito di una riforma che è semplicemente fondamentale per il futuro dell'Italia. Chi vuole dare una mano al grande progetto di cambiamento del paese sa che questa è l'occasione. Il mondo cambia veloce, fuori di noi e l'unico modo perché l'Italia sia capace di produrre cambiamento, e non solo rincorrerlo, è avere istituzioni più semplici perché senza questa riforma, torneremmo all'ingovernabilità".

autore / intelligo
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