Svolta anti-sinistra di Camilleri effetto amministrative: "Non votate Renzi e M5S"

23 giugno 2017 ore 15:40, Americo Mascarucci
Da antiberlusconiano ad antirenziano e ora pure antigrillino. E' la parabola di Andrea Camilleri, lo scrittore conosciuto al grande pubblico grazie al personaggio del Commissario Montalbano da lui creato, i cui racconti sono stati poi riprodotti sul grande schermo nella serie tv con protagonista Luca Zingaretti. L'occasione è rappresentata dall'iniziativa "Serata Camilleri" organizzata ad Agrigento nell'ambito del Festival della Strada degli Scrittori. E' stato riprodotto un video girato durante un incontro di Camilleri con gli studenti del Liceo Classico agrigentino durante il quale rispondendo alle domande dei ragazzi, lo scrittore siciliano non risparmia critiche a nessuno.
Svolta anti-sinistra di Camilleri effetto amministrative: 'Non votate Renzi e M5S'

RENZI E I 5S - Parlando del suo rapporto con la politica Camilleri dice: "Mai votata la DC. Io ho sempre votato per il Partito comunista che, bene o male, aveva il rispetto delle istituzioni. Oggi la politica è rappresentata da gente che ha degradato il lavoro. E ci si domanda che valore abbia l’articolo 1 della Costituzione. La verità è che i primi a non considerarla sono i partiti della sinistra, del cosiddetto centrosinistra". Lo scrittore non risparmia critiche a nessuno e aggiunge ancora: "Renzi o i CinqueStelle perchè sono già cadaveri, già fuori dalla vostra storia e dal vostro avvenire. Teneteli lontani dal vostro avvenire. Fatevelo voi". 

LA SFIDUCIA - Camilleri poi racconta quanto la politica lo abbia sfiduciato: "Sono scoraggiato - ammette - Alle ultime elezioni romane non sono andato a votare. Sono invece andato al referendum. Anche se per andarci mi sono dovuto sottoporre a tre visite mediche per accertare la mia cecità e potere andare in cabina elettorale accompagnato". Poi l'appello agli studenti: "Voglio darvi un consiglio: rifate la politica che è diventata quasi sinonimo di disonestà. Ricordatevi Pericle, il discorso che fa sulla democrazia. Applicatelo. Voi giovani siete in condizioni di farlo". I giovani dunque come speranza del Paese e lo scrittore ricorda quanta passione i giovani della sua generazione avevano nel dopoguerra, quante attese, quante speranze e quanta voglia di costruire un Paese migliore. Ma anche consapevolezza di come "i vecchi" abbiano la responsabilità di lasciare alle nuove generazioni un Paese peggiore: "Anch’io mi sento responsabile - ammette - Ho vissuto l’entusiasmo del 1945, del 1947 per rifare l’Italia. E poi? Poi io consegno alla mia pronipote e a voi un futuro incerto. Questo è un fallimento che mi porto nella tomba"..

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