L'Fbi può sbloccare l'iPhone senza Cook: c'è lo zampino di Snowden?

23 marzo 2016 ore 18:24, Andrea Barcariol
La diatriba tra Fbi e Apple riguardo allo "sblocco" dell'iPhone di uno dei due killer di San Bernardino, che lo scorso 2 dicembre assaltarono un centro di assistenza, continua. L'uomo, insieme alla moglie, fu poi ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia. A dare ragione all'Fbi era stato un giudice federale che aveva ordinato alla Mela di collaborare nell'apertura del telefono di Syed Rizwan Faroo, un iPhone 5c. L’udienza, però, non si terrà. Con un colpo di scena l’Fbi ha chiesto di rimandarla di due settimane. Qualcuno, una terza parte di cui non è stata rivelata l’identità, nella giornata di domenica 20 marzo avrebbe mostrato ai federali come sbloccare il telefono senza l’aiuto di Apple.

L'Fbi può sbloccare l'iPhone senza Cook: c'è lo zampino di Snowden?
Un metodo lo ha anticipato Edward Snowden, l'informatico famoso per aver divulgato dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, fino ad allora tenuti segreti. Secondo questo metodo l'Fbi potrebbe estrarre il codice di accesso dall'iPhone attraverso un complesso tentativo di intervento fisico sul chip del melafonino oppure tramite metodo che passa attraverso la copia della memoria flash NAND che contiene il contatore dei tentativi di codici di accesso. Mentre il primo metodo è il più invasivo e pericoloso in quanto se nel processo vi è un errore tutti i dati vengono perduti, nel secondo caso essendoci una copia della memoria Flash in caso di errore l'Fbi potrebbe ritentare altre volte la procedura che non è diversa da quella utilizzata dalle aziende di recupero dati. Così l'Fbi potrebbe evitare un confronto duro su un tema che ha spaccato l'America e che è considerato come lo spartiacque nel dibattito fra sicurezza e privacy. 

A Cupertino intanto sembrano cantare vittoria assieme a Google, Facebook, Twitter, Whatsappe e a chi si era "alleato" con la Mela sulla questione.  Tutto però è rimandato al prossimo 5 aprile, ovvero a quando il giudice ha rimandato l'udienza. Solo allora si saprà se effettivamente il Bureau è riuscito a risolvere la questione senza l'ausilio di Apple o se il caso verrà riaperto.
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