Con TruCam l'autovelox è super e "schiacciante": il nodo ricorsi

23 marzo 2017 ore 13:55, Americo Mascarucci
Sta facendo molto discutere la notizia dell'arrivo sulle strade del Lazio e della Sardegna del super autovelox TruCam che nelle intenzioni dei costruttori dovrebbe inchiodare gli autombilisti alle loro responsabilità. Fare ricorso al Giudice di pace diventerebbe quasi impossibile dal momento che si avrebbe la "prova-provata" dell'infrazione commessa. TruCam non soltanto sarà in grado di rilevare il superamento dei limiti di velocità ma attraverso un sistema di ripresa video potrà immortalare ad esempio l'automobilista che è al telefono mentre guida e che non indossa le cinture di sicurezza.
Il video sarà disponibile in tempo reale e permetterà la contestazione immediata.  Il telelaser TruCam è in grado di rilevare la velocità fino a 320 km/h e può monitorare anche i divieti di sorpasso. Dal numero di targa i poliziotti potranno risalire in pochi secondi allo storico della vettura, per controllare assicurazione, revisione ed eventuali casi di furto.
Tutto questo per prevenire il rischio di incidenti, sempre più spesso provocati secondo le statistiche, da distrazioni alla guida (l'uso del telefono), da elevata velocità o sorpassi azzardati. 
Come detto la sperimentazione è già attiva sulle strade del Lazio e della Sardegna e soprattutto sulla Pontina avrebbe già mietuto le prime vittime. Si parla di circa 300 automobilisti già multati dalla macchina che può essere posizionata, date le dimensioni piccole, sia su postazioni fisse che mobili. 
Con TruCam l'autovelox è super e 'schiacciante': il nodo ricorsi

GIALLO RICORSI
Stando ai progettisti con il super-autovelox sarà materialmente impossibile presentare ricorso contro la sanzione, visto che il video non lascerebbe scampo grazie al sistema costituito da due impulsi a raggi infrarossi che riprenderanno le infrazioni e le registeranno sull'apposito video.
Tuttavia sarà davvero impossibile fare ricorso? I dubbi non mancano, anche perché TruCam dovrà comunque rispettare tutte le normative in materia. Dovrà essere omologato secondo la legge e controllato periodicamente per accertarne l'efficienza e la corretta funzionalità.
E allora,non è affatto detto che il video e la tanto sbandierata "prova-provata" possano davvero bastare a scongiurare il ricorso. Del resto non sarebbe la prima volta che anche le immagini delle telecamere, per quanto veritiere, in sede di giudizio possano non passino l'esame della Corte. Alla fine la perfezione non è di questo mondo.

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