Occhi secchi è epidemia, Oms lancia l'allarme: cosa c'è da sapere

23 marzo 2017 ore 21:55, Andrea Barcariol
Per molti l'arrivo della primavera non è una bella notizia. Motivo? Le allergie da pollinazione che colpiscono quasi una persona su 5 (il 19,5% della popolazione). A rimetterci sono molto spesso gli occhi: i gas inquinanti e il microparticolato si depositano sulla congiuntiva innescando una reazione infiammatoria. La persistenza dell’infiammazione altera la barriera epiteliale e attiva le cellule del sistema immunitario. “Ci sono 4 forme di congiuntivite: la congiuntivite allergica stagionale (SAC), la congiuntivite allergica perenne (PAC), la cheratocongiuntivite Vernale (VKC) e la cheratocongiuntivite atopica (AKC).” – sottolinea la dott.ssa Pierangela Rubino, specialista in oculistica della Sezione di Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Direttore Prof. S. A. Gandolfi. – La SAC e PAC sono le congiuntiviti allergiche più comuni e si riscontrano nel 15-20% della popolazione. Sono quasi sempre presenti le IgE specifiche per l’allergene perenne o stagionale e interessano i giovani adulti tra i 20-40 anni, senza predilezioni di sesso, e sono spesso associate a malattie atopiche.”

Occhi secchi è epidemia, Oms lancia l'allarme: cosa c'è da sapere
A incidere sugli occhi secchi è anche la dipendenza digitale. Tanti giovani ormai vivono in simbiosi con il cellulare e gli effetti per la vista sono negativi. Risultato?Arrossamento, prurito, bruciore, sensazione di sabbia o della presenza di un corpo estraneo, ipersensibilità alla luce ma anche vista offuscata e dolore. In inglese si chiama «Des», Dry Eye Syndrome, e in tutto il mondo sta diventando una epidemia.  L’allerta arriva dall’OMS: «La sindrome dell’occhio secco è tra i disturbi più ignorati e sottovalutati della società moderna». E gli oftalmologi confermano che «Normalmente i nostri occhi sbattono le palpebre 15 volte al minuto mentre quando usiamo a lungo i nuovi strumenti digitali, il pc o guardiamo molto la televisione, l’occhio sbatte la metà delle volte necessarie». Si inizia a soffrire di Dry Eye Syndrome già da piccoli. «L’uso prolungato e indifferenziato di smartphone o tablet può causare l’insorgenza della sindrome dell’occhio secco nei bambini», ammonisce l’American Academy of Pediatrics e la situazione peggiora con l’età. In Italia, a soffrire di occhio secco è un Over 50 su 4, il 25%, e addirittura il 90% delle donne in menopausa, con un costo sociale che ammonta a 600 euro a paziente l’anno. In presenza di condizioni di secchezza oculare, sia il film lacrimale che gli epiteli corneo congiuntivali subiscono delle modificazioni importanti che, cronicizzate, sono in grado di sviluppare fenomeni assimilabili a quelli presenti in corso di infiammazione sulla superficie oculare.
Infatti, una instabilità lacrimale o un’alterazione della composizione delle lacrime sono associate, a causa della eccessiva evaporazione e dell’aumentata concentrazione di elettroliti, ad un aumento della osmolarità dello strato acquoso del film lacrimale.
 
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