Parmigiano e Grana contraffatti, pericoli e perdite da 1 miliardo di euro

23 ottobre 2017 ore 10:54, Micaela Del Monte
E' sempre più comune la contraffazione di formaggi come parmiggiano reggiano e grana padano. Le due "forme" infatti sono sempre più soggetto a sequestri e soprattutto a vendite proibite, anche a causa delle sostanze cancerogene e non dichiarate in etichetta, presenti nei prodotti.

Parmigiano e Grana contraffatti, pericoli e perdite da 1 miliardo di euro
Nel latte destinato alla produzione di Parmigiano e Grana infatti sono stati spessissimo trovati residui di antibiotici, sostanze cancerogene, aflatossine e idrossido di sodio. Vengono miscelati prodotti simili appositamente creati e dei fermenti lattici in numero superiore a quello consentito nella produzione dei formaggi sia parmigiano che grana. Inoltre del parmigiano viene contraffatta l'indicazione geografica e la denominazione di origine dei prodotti agroalimentare.
Molti quantitativi di Grana Padano vengono marchiati in maniera illegittima per trarne un ricavo maggiore vendendo come Grana formaggio che in realtà non lo è.
 
Oltre all'immissione di ingredienti cacerogeni nei formaggi, molti sono falsificati, ovvero prodotti caseari stranieri spacciati per “parmigiano”, “pecorino”, “mozzarella” o altre eccellenze nostrane. Questo mercato per il made in Italy ha un costo di circa 1 miliardo in termini di perdite.

Per tutelarsi bisogna prima di tutto guardare con attenzione la crosta: deve esserci impresso il timbro, che certifica la provenienza della forma specificando la sigla della provincia e il numero di matricola del caseificio produttore. Inoltre sullo scalzo del Grana Padano venduto a pezzi devono essere impresse le sigle “Grana” e “Padano”. Le buste di grattugiato devono  riportare il marchio e i codici dell’autorizzazione alla riproduzione che viene concessa, dietro specifici requisiti ovviamente, dal Consorzio di Tutela.
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