Il Sap suona la sveglia a Renzi: “I poliziotti non valgono meno dei magistrati”

24 aprile 2014 ore 11:52, intelligo
“I magistrati legittimamente si oppongono al taglio dei loro stipendi perchè, sostengono, toccare le retribuzioni vuol dire incidere sull’indipendenza e la professionalità del lavoro dei giudici. Una tesi che se fatta valere per chi mediamente guadagna tra i 7.000 e i 14.000 euro al mese, senza aver patito blocchi contrattuali e tetti stipendiali, ancor più oggi deve trovare applicazione per i poliziotti, che hanno retribuzioni decisamente inferiori e che, nell'ultimo quinquennio, hanno perso in media 200 euro netti al mese, tra mancati scatti e una busta paga ferma al 2009”. Va dritto al punto Gianni Tonelli, presidente nazionale del sindacato di polizia Sap, che avverte Renzo: “La Polizia di Stato e le forze dell'ordine rappresentano lo Stato e ne sono anzi parte sostanziale e integrante, non meno della magistratura. Proprio attenendoci alla logica e alle argomentazioni sostenute dagli ambienti interni alla magistratura, nonr ileviamo oggettive differenze, tali da giustificare trattamenti differenti in merito alla tutela della retribuzione, tra l'arresto operato da un poliziotto e la relativa convalida da parte del giudice, tanto per fare un esempio”. Per il sindacato di polizia “la retribuzione non solo dev’essere adeguata alla funzione svolta e garantire un'esistenza dignitosa, ma deve soprattutto essere commisurata ai rischi e ai sacrifici che i professionisti della sicurezza, che non sono semplici impiegati civili, ogni giorno corrono per difendere quelle istituzioni che spesso li penalizzano”.
autore / intelligo
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