Hiv, quando Hollywood sensibilizza. Dopo la Jolie anche Charlie Sheen

24 febbraio 2016 ore 13:08, Micaela Del Monte
I vaccini e le campagne di sensibilizzazione hanno potuto poco finora contro il virus dell'HIV. Oggi però potrebbe esserci una nuova soluzione e questa arriva direttamente dalla Germania dove sarebbe stato sviluppato un metodo che attacca il virus Hiv e permetterebbe, se funzionasse sugli uomini, di guarire dall'Aids. Un team di scienziati tedeschi è riuscito a sviluppare un nuovo metodo, che non è però stato ancora testato sugli essere umani, che potrebbe permettere di guarire dall’Aids grazie all’azione di un enzima capace di attaccare direttamente il virus. Per ora comunque la soluzione del "caso" continua ad essere utopia. 

Nel frattempo però si continuano a fare test e appelli per tentare di raccogliere fondi utili alla sperimentazione. Uno dei più proficui in questo senso è stato quello di Charlie Sheen che lo scorso novembre ha confessato di essere sieropositivo da circa 4 anni. L'annuncio dell'attore è servito soprattutto a sensibilizzare le persone, le sue dichiarazioni hanno fatto registrare su Google un picco di ricerche sull'Hiv (ben 2,75 milioni in un solo giorno) e su altri termini collegati come preservativi, sintomi o test per l'Hiv (altri 1,25 milioni). Le cifre record emergono da una ricerca condotta dalla San Diego State University e pubblicata su 'Journal of the American Medical Association (Jama) Internal Medicine'.

Hiv, quando Hollywood sensibilizza. Dopo la Jolie anche Charlie Sheen
Il giorno della divulgazione della notizia è stato registrato un aumento del 265% di report che citavano la parola 'virus Hiv'. Il 97% legato anche al nome di Sheen. "Nessuno dovrebbe essere costretto a rivelare pubblicamente il suo stato di salute, ma il fatto che Charlie Sheen l'abbia fatto pubblicamente e su un virus come l'Hiv potrà contribuire ad aumentare l'attenzione delle persone sulla prevenzione e sul rischio di contagio", hanno spiegato gli autori ricordando che oltre 1,2 milioni di persone negli Stati Uniti convivono con l'Hiv, ma quasi uno su otto non è consapevole di essere sieropositivo. E' già accaduto che l'Hiv colpisse celebrità americane, l'attore Ruck Hudson o il campione dell'Nba Magic Johnson, ma il caso Sheen "potrebbe essere diverso - hanno concluso- oggi tutti abbiamo uno smartphone e possiamo facilmente usarlo per cercare le informazioni all'istante. Quindi anche conoscere, se non sappiamo nulla, cosa è l'Hiv".

Non è la prima volta che una presa di posizione da parte di una celebrity condiziona in maniera così esplicita la capacità di informare e prevenire una malattia. E la scelta di Angelina Jolie di ricorrere a una mastectomia nel 2013 raddoppiò il numero di donne che si sottoposero a esami per prevenire il rischio di cancro al seno. Un effetto, quello della Jolie, prolungato per oltre un anno, con molte donne a dichiarare di aver fatto quella scelta sull'onda lunga del comportamento dell'attrice.
Michael J.Fox, poi, dette enorme risonanza al dramma del morbo di Parkinson, così come Lance Armstrong fece col cancro, prima di cadere in disgrazia avvinto dai demoni del doping.
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