L'addio ad Umberto Eco: il messaggio del nipote più applaudito di Benigni

24 febbraio 2016 ore 14:18, Americo Mascarucci
Migliaia di persone hanno tentato ieri di raggiungere il cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano per assistere al rito civile per l'ultimo saluto allo scrittore Umberto Eco.
Per motivi di sicurezza solo una parte di queste è riuscita ad entrare visto che la capienza massima è di 800 persone. 
L'intervento più applaudito è stato quello del nipote Emanuele, figlio di Stefano Eco: "Grazie nonno - ha detto il ragazzo - volevo fare una lista delle cose fatte insieme in 15 anni. Mi hanno sempre chiesto cosa si prova ad avere un nonno così e io non ho mai saputo dare una risposta soddisfacente. Da piccolo ricordo il tuo affetto, la tua generosità e la tua saggezza, crescendo la tua intelligenza e la tua ironia che non mancava mai, poi per la musica che mi hai fatto ascoltare e per tutte le cose che mi hai trasmesso".

L'addio ad Umberto Eco: il messaggio del nipote più applaudito di Benigni
Di Eco restano i libri, primo fra tutti il super letto e tradotto in tutte le lingue del mondo "Il Nome della Rosa" ma anche le sue polemiche sempre pungenti ma precise e circostanziate. 
L'ultima in ordine di tempo quella contro l'acquisto della Bompiani da parte della Mondadori che ha portato Eco ad aderire al progetto della "Nave di Teseo", la nuova avventura editoriale fondata insieme ad Elisabetta Sgarbi:
"Umberto voleva una casa editrice fondata da lui, ma non su di lui - ha detto la Sgarbi - Voleva essere solo un autore ma sapevamo che era molto di più. Eco amava la casa editrice Bompiani e per rimanergli fedele aveva dovuto lasciare una parte importante della propria storia, per fondare 'La Nave di Teseo'. Ma aveva la speranza di ricongiungere il suo catalogo. Fondare una nuova casa editrice - ricorda Sgarbi -  significa regalare un futuro, per questo ci ha lasciato il compito di garantire unità, vitalità e continuità alle sue opere". 

Anche l'attore premio Oscar Roberto Benigni, grande amico dell'intellettuale scomparso ha voluto ricordare la levatura letteraria, culturale, morale e civile di Eco: "Non aveva niente di speciale se non che quando arrivava lui era tutto speciale, c'era un luccichio, arrivava un vento che faceva bene al mondo. Peccato che non ci sia più - ha proseguito - perché di persone come lui ce n'è più bisogno sulla terra. Nel cielo ce n'è sempre tante di belle persone, qua ne rimangono sempre poche". 
Profondo cordoglio per la scomparsa di Umberto Eco è stato espresso ai familiari dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. "Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro" sottolinea Renzi che con lui si era intrattenuto a Milano, a Expo, lo scorso giugno assieme al Presidente francese Francois Hollande.
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