Il robot "umano" di 82 kg e 1,75 metri di altezza: agile e intelligente, ma un pericolo? - VIDEO

24 febbraio 2016 ore 15:06, intelligo
Prima il cane robot, ma ora siamo all'uomo ingegneristico pensato dagli esperti di Boston Dynamics, società di proprietà di Alphabet (Google) specializzata nella robotica. Era passato solo un anno dall'ultima novità robotica con l'agilità dell'amico fedele dell'uomo, ma la nuova generazione di Atlas non si ferma e vuole clonare un uomo fatto di bulloni e stimoli energetici. 
Infatti il robot dalle sembianze umane è un vero e proprio uomo capace di muoversi e reagire non solo ai comandi, ma anche agli stimoli del momento: sa aprire porte, spostare gli oggetti e anche trasportare i pesi.

Atlas assomiglia a un umano vero e proprio ma molto più leggero, il suo peso è intorno a 82 chilogrammi e 1,75 metri di altezza, rispetto al predecessore oltre che decisamente più abile nei movimenti.
E anche l'intelligenza umana è clonata seppur artificiale, ha la percezione dell'equilibrio, si accorge di un pavimento sconnesso ma addirittura avverte il pericolo se piove e la strada sdrucciolevole. 
Quanto ai "segnali" ancora li guida l'umo, ma è questione di tempo. In realtà al robot, che ha una sorta di vista, occorre percepire i codici su porte e angoli e ceri, per la precisione un codice QR: QR code per ritirare contanti o acquistare un prodotto, come si vede nel video la spontaneità c'è su input però. Ci mancherebbe altro, se pensiamo 
Per il riconoscimento di oggetti servono ancora informazioni dall'es ma grazie a Dio osiamo dire noi. Se calcoliamo che dal report del Wef (The future of jobs) abbiamo preso conoscenza che 7,1 milioni sono stati i posti di lavoro erosi dall’automazione tecnologica che a fatica sono stati bilanciati con la creazione di 2,1 nuovi milioni di posti di lavoro in aree particolarmente specializzate nel campo dell’architettura dell’ingegneria e dell’informatica, beh meglio il più tardi possibile.
I governi mondiali si troveranno a dover fare fronte a una decrescita occupazionale assai più veloce della capacità evolutiva tecnologica che, in ogni caso, avrà ripercussioni sostanziose anche sul rapporto di maggior produzione a costi meno gravosi ma da offrire a una base di utenza sempre meno ampia. È il treno del progresso che viaggia a una velocità più che doppia di quella rappresentata dalla capacità umana di adeguarsi alla novità.


autore / intelligo
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