Google fa causa a Uber, ma non per i conducenti: "Progetti rubati"

24 febbraio 2017 ore 16:48, Andrea De Angelis
Waymo, la società costituita da Google per i servizi di mobilità e le auto senza pilota, ha denunciato Uber accusandolo di essersi appropriato di progetti che riguardano un vettore di sensori che permettono la navigazione automatica e la sicurezza stradale. Il caso è stato presentato da Mountain View davanti alla corte federale di San Francisco. All’interno, come spiega puntalmente Il Corriere della Sera, una serie di prove che accusano un ingegnere e team manager. A beneficiare di questi preziosi file sarebbe stata proprio Uber, l’azienda di trasporto che vorrebbe allestire una flotta di veicoli senza conducente. Ma il condizionale ovviamente, in questi casi, è d'obbligo.

Google fa causa a Uber, ma non per i conducenti: 'Progetti rubati'
IL CASO
"Abbiamo scoperto che, sei settimane prima le sue dimissioni, questo ex dipendente aveva scaricato oltre 14 mila file altamente confidenziali da diversi sistemi hardware di Waymo", si legge nel comunicato diffuso da Google, "ha scaricato 9,7 gigabyte di file riservati e segreti commerciali, inclusi progetti, file sul design e documenti sui test". "Abbiamo lavorato con Uber in molte aree, quindi non abbiamo preso questa decisione alla leggera", aggiunge la nota, “tuttavia, date le prove schiaccianti sul furto della nostra tecnologia, non abbiamo altra scelta se non difendere il nostro investimento e lo sviluppo di questa tecnologia unica". 

LA REPLICA
"Prendiamo sul serio le accuse rivolte contro i dipendenti di Otto e Uber e approfondiremo la questione con cura", è la scarna replica di Uber che è circolata sui giornali in queste ore. Evidentemente la vicenda andrà avanti, di certo per Uber questo non è un periodo semplicissimo. Si pensi ad esempio alle recentissime polemiche in Italia con i tassisti, precedute da quelle ancor più note avvenute in Francia. 
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