Che fine ha fatto “padre” Cionfoli?

24 gennaio 2017 ore 13:35, intelligo
Un tempo, forse, un frate canterino avrebbe fatto scalpore o scandalo ma nella nostra epoca sono bel altre le trasgressioni degli uomini e delle donne di chiesa che fanno sensazione, dai preti pedofili alle orge in canonica, gli attentati alla moralità sono tali e tanti che quasi non ci si fa più caso. Quindi, cosa vorrete  che faccia di male un fraticello armato di tonaca e chitarra che gira l’Italia cantando a chiunque abbia la voglia di starlo ad ascoltare le sue canzoni dai testi semplici e, forse, ispirati? Ovviamente, nulla, eppure, all’inizio di questa storia, di chiacchiere se ne
Che fine ha fatto “padre” Cionfoli?
fecero tante, e in molti trovarono disdicevole che un uomo di Dio si mostrasse sotto le spoglie di un menestrello, anche se lui stesso sosteneva che quella era una sua forma di predicazione per arrivare più facilmente al cuore della gente.
Per la verità, questo fraticello canterino non era nemmeno l’unico. All’inizio degli anni sessanta ci fu il fenomeno Jeanne Deckers, meglio nota come Suor Sorriso, la monaca belga che agli inizi degli anni Sessanta arrivò al primo posto delle classifiche internazionali con il suo brano Dominque. La sorella, però, non durò molto. Probabilmente la full immersion in una realtà molto lontana se non proprio all’opposto di quella contemplativa, portò la povera Jeanne a una profonda crisi religiosa e quindi all’abbandono dei voti per poi trascinarla 1985 addirittura al suicidio.  Ma proprio mentre Suor Sorriso ci lasciava per sempre, alla ribalta della musica italiana arrivava quel fraticello a cui accennavamo sopra, fra Giovanni Cionfoli, classe 1952, nativo di Erchie in provincia di Brindisi, dell’ordine dei Cappuccini della provincia di Bari, che aveva appena conseguito il baccellierato in Sacra Teologia e condotto il noviziato nel 1978 ad Alessano (LE) tra i padri cappuccini sempre della provincia di Bari.
Oltre a seguire il motto alla base del suo ordine, che recita più o meno “osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità”, Fra Cionfoli ha un’altra passione, la musica. Insieme alla vocazione le sente prepotente dentro di sé e la vive come un mezzo per raggiungere quante più “pecorelle smarrite” possibili. Così fa il suo debutto nel 1981 in una gara per nuovi talenti a Domenica In  con il brano Nella goccia entra il mare. Vince alla grande non si sa bene se per le sue capacità canore o se per via di quel povero saio che insieme alla faccia dall’espressione mite fa simpatia. In seguito alla vittoria della gara, però, Cionfoli ottiene anche il diritto di partecipare al Festival di Sanremo.  E’ il 1983 quando il fraticello arriva sul palco dell’Ariston e canta Solo grazie, di cui è anche l’autore, una sorta di preghiera in musica, dove tra l’altro Cionfoli dice: “Ma poi ti ho scritto solo grazie   per avermi dato tu la vita   ti ho scritto amore,  solo amore,  sei tu il mio Signore“.  Nonostante il tema religioso che poco avrebbe a che fare con la musica leggera del Festival di Sanremo, Solo grazie si classifica al quinto posto e entra nella Top dieci dei 45 giri. Sulla scorta di quel successo, Cionfoli ci riprova l’anno successivo con Shalom, ma non bissa né il successo di pubblico né quello di vendita. 
Il fraticello torna alla ribalta nel 1985 con una canzone dal titolo Marta, che finisce per essere adottata come colonna sonora per una omonima telenovela  che va in onda su Telemontecarlo. Poi, però, lentamente, fra Cionfoli comincia ad apparire sempre meno sui teleschermi italiani anche perché adotta degli atteggiamenti che mettono in imbarazzo la Chiesa e questo all’epoca gli fa guadagnare  una sorta di ostracismo nemmeno troppo celato.  Tornerà per una rapida apparizione al Festival di Sanremo del 1994 facendo parte di un gruppo denominato Squadra Italia costituito appositamente per l’evento. Il brano che presenteranno sarà Una vecchia canzone italiana, non proprio un pezzo indimenticabile.
Come già accaduto per Suor Sorriso, però, ben presto Cionfoli si allontanerà lentamente dalla chiesa cattolica, fino ad abbandonare il saio e a tornare a una vita laica.  
Ad occhio e croce, non deve avere avuto uno splendido rapporto con il convento negli anni dedicati al voto di povertà e a san Francesco se è vero che ha recentemente dichiarato: "La vita di convento non è così tanto povera, dove stavo io avevamo 10 automobili. Qualcuno tra i miei ex colleghi religiosi dovrebbe stare in galera. Ma non è successo niente perché il sistema è così, io proteggo te e tu proteggi me".
Nel 2006 Cionfoli riappare perciò in televisione come ex-frate solo per partecipare all’isola dei Famosi, lo show di Simona Ventura. Ma dura poco, la spietatezza della vita da naufrago lo mette a dura prova così l’ex frate volta presto le spalle alla sua avventura. In quell’occasione, quando la stampa gossippara tornerà ad occuparsi di lui, correrà la voce che Cionfoli si sia avvicinato alle teorie di Emmanuel Milingo, arcivescovo cattolico zambiano dimessosi in seguito anche lui dallo stato clericale. In realtà, Cionfoli smentirà ogni coinvolgimento al riguardo. 

In compenso, però, Giuseppe Cionfoli si è sposato, ha avuto 3 figlioli e ha partecipato alle elezioni regionali del 2015 sostenendo la candidatura di Adriana Poli Bortone. 
Attualmente, per quel che si dice, l’ex frate continua a cantare soprattutto all’estero, dove sembra che tenga parecchi concerti. In Italia pare abbia rispolverato un suo altro talento, quello – si dice – per la scultura e la pittura, con cui tiene anche delle mostre. Magari, chissà, in occasione dei suoi concerti. Recentemente, è anche diventato nonno.


autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...