"Nanospazzini" da laboratorio per pulire acque e suoli inquinati

24 luglio 2015, Micaela Del Monte
'Nanospazzini' da laboratorio per pulire acque e suoli inquinati
"Nanospazzini" per pulire acque e suoli inquinati. 

La Massachusetts Institute of Technology (Mit) ha testato minuscole particelle per risanare terreni contaminati e acque reflue, e potrebbero trovare una prima applicazione per ripulire dalle sostanze tossiche la carta da riciclare. 

Nei test le particelle sono riuscite a rimuovere fino al 100% delle sostanze tossiche e a differenza delle tecnologie simili realizzate finora non hanno l'inconveniente di formare prodotti secondari potenzialmente tossici. I 'nanospazzini' sono stati messi a punto dai ricercatori coordinati da Robert Langer del Mit. 

In pratica le particelle si legano agli inquinanti e una volta esposte alla luce ultravioletta, si spogliano del loro strato esterno e si aggregano per formare dei grumi che possono essere facilmente raccolti e rimossi con il loro carico di sostanze inquinanti.

Secondo i ricercatori, queste nuove molecole sono adatte soprattutto a rimuovere dall'ambiente le sostanze chimiche che alterano le funzioni del sistema ormonale umano con conseguenze anche gravi sulla salute. Le particelle riescono a rimuovere con efficienza anche un'altra sostanza chimica dannosa, il bisfenolo, usato nella produzione di plastica e di carta termica, che funge da materiale per gli scontrini.
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