Colesterolo alto questo sconosciuto: 2,5 milioni di italiani a rischio ma non lo sanno

24 maggio 2016 ore 23:59, Adriano Scianca
Il colesterolo uccide classificandosi come prima causa di morte fra le malattie cardiovascolari.
Sarebbero circa circa 2 milioni e mezzo gli italiani tra i 35 e i 79 anni con un'ipercolesterolemia grave, per un costo di 1,14 mld: 96% per le ospedalizzazioni e 4% per farmaci e assistenza specialistica. 
Sono questi i dati presentati oggi al Ministero della Salute nel corso di "Meridiano Cardio-Lo scenario delle cardiopatie ischemiche: focus sull'ipercolesterolemia", realizzato da The European House-Ambrosetti, e supportato da Amgen. 
Oltre il 35 per cento della popolazione soffre in modo conclamato di colesterolo alto ed è in cura, ma circa il 40 per cento non sa neppure di avere livelli superiori alla norma. 
E, tra quelli già in trattamento, solo il 24 per cento degli uomini e il 17% delle donne, controlla efficacemente il proprio profilo lipidico.
In questo modo quindi viene ridotta drasticamente l’efficacia delle terapie, il più delle volte addirittura vanificata.
"L’ipercolesterolemia si posiziona al vertice della piramide dei fattori di rischio: tutti i trial clinici dimostrano che chi ha ipercolesterolemia ha una probabilità di sviluppare coronaropatie 3,6 volte superiore rispetto alla popolazione normale", afferma Francesco Romeo, presidente della Società italiana di cardiologia (Sic). 
"I dati dello studio presentato oggi - osserva Francesco Mennini, professore di Economia Sanitaria, Università degli Studi di Roma Tor Vergata - ci dicono che circa un 40% dei pazienti non è diagnosticato, si tratta di pazienti a rischio alto e molto alto, che possono contribuire in modo significativo alla spesa sanitaria e sociale nel momento in cui si verifica un evento cerebro e cardiovascolare. Fare prevenzione e migliorare la diagnosi, precoce, sono due interventi necessari se si vogliono conciliare i benefici clinici con i vincoli di bilancio". 

Colesterolo alto questo sconosciuto: 2,5 milioni di italiani a rischio ma non lo sanno
Un documento di Consensus, stilato da varie società scientifiche con l'Istituto superiore di Sanità, e appena inviato ad Aifa e Ministero della Salute, disegna il percorso più efficace che il paziente con ipercolesterolemia dovrebbe raggiungere. 
Cominciando da dieta e movimento aerobico, ma anche da riduzione dei fattori di rischio e terapia con statine e inibitori del riassorbimento del colesterolo, fino alla nuova classe di farmaci inibitori dell’enzima PCSK9. 
"Il Center for Economics and Business Research – spiega ancora Mennini – ha stimato che in Italia il peso totale delle patologie cardiovascolari è di 18,3 miliardi di euro, di questi 14 sono costi diretti. Se consideriamo tutte le ospedalizzazioni per cause cerebro e cardiovascolari relative a pazienti con ipercolesterolemia, la spesa supera il miliardo di euro, con una spesa aggiuntiva di 32,2 milioni per i trattamenti farmacologici e 9,1 milioni per assistenza specialistica ambulatoriale. Complessivamente l’ipercolesterolemia costa al Ssn 1,2 miliardi di euro".
 
 

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