Twitter più professionale, spunta tool a pagamento per i power user

24 marzo 2017 ore 13:31, Micaela Del Monte
Twitter prova a fare un passo avanti a 11 anni dalla sua nascita. Il social dell'uccellino infatti potrebbe introdurre un servizio a pagamento mediante un'opzione premium, strutturata tramite la nota interfaccia TweetDeck e destinata, in primo luogo, ai professionisti ed ai 'power user' che hanno necessità di seguire il flusso ininterrotto dell'informazione. In particolare, secondo le dichiarazioni dell’azienda, i tool premium offriranno vari strumenti, statistiche e sistemi avanzati per la composizione e la pubblicazione dei contenuti, analisi dei trend e dell’audience ed una dashboard personalizzabile.

Twitter più professionale, spunta tool a pagamento per i power user
La notizia, riportata dal sito The Verge, si è diffusa dopo che sul microblog sono apparse le immagini di un sondaggio sull'opzione premium che Twitter sta effettuando con alcuni utenti. "Stiamo portando avanti questo sondaggio per valutare l'interesse per una versione più avanzata di Tweetdeck e per renderlo ancora più prezioso per i professionisti", ha spiegato la società. Twitter è stata lanciato nel marzo 2006, il primo cinguettio risale al 21 marzo di quell'anno e fu inviato da uno dei suoi fondatori, Jack Dorsey, ora numero 1 della società. Il microblog è a caccia di ricavi e stenta nella crescita degli utenti. A fine 2016 ha avviato un percorso per tagliare il 9% della forza lavoro. 

La novità è marginale per la maggior parte degli utenti, ma rappresenta una variazione nel rapporto con gli account professionali (che poi sono i più attivi). Twitter cerca così di intercettare un nuovo mercato, nella speranza di portare il bilancio in utile (traguardo mai raggiunto fino a ora). Non solo. L'aggiornamento conferma la direzione che Twitter sembra aver intrapreso: essere un social sempre meno generalista (al contrario di Facebook), focalizzato su alcuni settori (innanzitutto marketing e informazione) e popolato da utenti mediamente meno giovani ma più professionalizzati. Una tendenza che era emersa già nel corso delle trattative di vendita (poi naufragate) del 2016: le cose che più interessavano i potenziali acquirenti (Google, Salesforce e alcune grandi media company) erano la ricchezza dei dati e la capacità di fornire informazioni in tempo reale.
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