Si vive di più, si va in pensione più tardi: Istat conferma i dati sull'aspettativa di vita

24 ottobre 2017 ore 16:41, Luca Lippi
L’Istat conferma che l’aspettativa di vita è aumentata di 5 mesi. Precisamente, l’Istat nel comunicato ‘indicatori di mortalità della popolazione residente’ ha segnalato cheLa speranza di vita aumenta in ogni classe di età. A 65 anni arriva a 20,7 anni per il totale dei residenti, allungandosi di cinque mesi rispetto a quella registrata nel 2013. A tale età la prospettiva di vita ulteriore presenta una differenza meno marcata tra uomini e donne (rispettivamente 19,1 e 22,3 anni) che alla nascita”. Quindi è giunta la conferma delle aspettative e sulla base delle regole attuali l’età per la pensione di vecchiaia dovrebbe arrivare a 67 anni nel 2019. L’aumento dell’età pensionabile non è automatico, ma necessita del decreto congiunto di Maer e ministero del Lavoro.
Si vive di più, si va in pensione più tardi: Istat conferma i dati sull'aspettativa di vita

CAMBIA ANCHE L’APE?
Per l’anticipo pensionistico, dal 2019 saranno necessari 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Al momento per l’uscita anticipata verso la pensione ci vogliono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne.

L’AUMENTO SOLO PER ALCUNE CATEGORIE DI LAVORATORI
Abbiamo già detto che l’aumento dell’età pensionabile non è meccanico. Sicuramente nei vari tavoli governo-sindacati sulla riforma delle pensioni, la questione passerà in primo piano e sarà necessario aspettare che passi molto tempo prima che si chiarisca. La probabilità che il primo rigo sulla gestione dell’aumento dell’età pensionabile si scriva dopo le elezioni, ma spettiamoci un ampio dibattito sull’argomento in sede di campagna elettorale. L’ipotesi, però, che l’aumento dell’età pensionabile sia limitato solo ad alcune categorie di lavoratori è piuttosto elevata.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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