Referendum, Zaia "catalano" imbarazza Salvini e centrodestra: le reazioni

24 ottobre 2017 ore 16:45, Americo Mascarucci
L'accelerata del governatore del Veneto Luca Zaia sulla richiesta di uno statuto speciale per il Veneto ha spiazzato tutti nel centrodestra e nella Lega. Anche se le dichiarazioni sono comunque molto diplomatiche e misurate appare evidente l'irritazione per quella che è stata subito bollata dal Governo come una "provocazione". Infatti per poter far sì che il Veneto possa ottenere lo statuto speciale sarebbe necessaria una revisione costituzionale che però non può fare il Governo ma il Parlamento con un iter molto complesso che comporta diversi passaggi parlamentari. Ecco perché da più parti la mossa di Zaia è stata letta come una "pericolosa forzatura" destinata ad andare ben oltre quella richiesta di maggiore autonomia approvata dal 57% di elettori veneti con il referendum. E il timore di molti è che il governatore veneto sogni di poter trasformare il Veneto in una sorta di "Catalogna italiana".
Referendum, Zaia 'catalano' imbarazza Salvini e centrodestra: le reazioni
 

LO STOP DI SALVINI
Il Carroccio come detto è rimasto spiazzato. Il governatore lombardo Roberto Maroni ha detto che la richiesta di Zaia "non era concordata" parlando chiaramente di "problema nella Lega" e ha fatto capire come la sua intenzione sia quella di aprire la trattativa con il Governo sulle materie che costituzionalmente possono essere trasferite alle regioni. Ma Maroni fra pochi mesi dovrà affrontare la campagna elettorale per la riconferma al Pirellone e dopo i deludenti risultati della partecipazione referendaria in Lombardia dove ha votato appena il 38% si è reso conto di non poter troppo tirare la corda chiedendo l'impossibile. 
Ma lo stop più eclatante è quello arrivato dal leader Matteo Salvini: "Ci sono due milioni e mezzo di veneti che hanno dato mandato per trattare autonomia. Poi quanta autonomia deve arrivare... da persone serie si discute", ha detto parlando dai microfoni di Radio Anch’io. E non ci vuole molto a capire che il messaggio più che al Governo è rivolto all'ingombrante collega di partito che molti vedono proiettato sempre di più alla leadership del Carroccio e alla premiership del centrodestra, scalzando ovviamente il sovranista Salvini (con la regia esterna di Bossi e Berlusconi ben contenti di alimentare fronde contro il segretario).

LE REAZIONI IN FORZA ITALIA
Silvio Berlusconi si è schierato senza se e senza ma in favore dei referendum autonomisti ma ora appare evidente come di fronte alle virate di Zaia la parola d'ordine sia "prudenza". Lo si evince dalle parole del capogruppo degli azzurri alla Camera riportate da L'Espresso: "Lo voglio dire al mio amico Luca Zaia, bravo governatore del Veneto - dice Brunetta -  se ha potuto fare il referendum è grazie al quesito voluto da Forza Italia. Quelli che voleva la Lega sono stati tutti bocciati dalla Corte Costituzionale. E ora non vorrei che facesse la stessa fine anche questa fuga in avanti della richiesta di statuto speciale". 
Il messaggio è indiscutibile: Zaia si dia una calmata. E se Brunetta lo fa capire fra le righe e in modo amichevole, c'è chi come l'ex governatore del Lazio Renata Polverini accusa espressamente Zaia di incoerenza: "Sulla richiesta di statuto speciale i veneti non si sono espressi. Zaia non vada oltre il quesito referendario"
A favore di Zaia invece si è schierato Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria che evidenzia invece come "tutte le regioni dovrebbe avere lo statuto speciale". 
E Berlusconi? L'ex Cavaliere per ora tace ma in fondo la patata bollente fra le mani adesso ce l'ha Salvini. 
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