Ufficiale: aspirina efficace anche contro i tumori

24 settembre 2015, Micaela Del Monte
Ufficiale: aspirina efficace anche contro i tumori
Secondo uno studio inglese l’aspirina (che riduce il rischio di infarto) sarebbe efficace contro il cancro in quanto riesce ad amplificare l’efficacia dei farmaci antitumorali.

A sostenerlo è appunto un nuovo studio condotto dagli esperti del Francis Crick Institute, che su Cell assicurano di avere le prove che il medicinale antinfiammatorio più usato al mondo può aiutare l'immunoterapia a scovare le neoplasie e farle aggredire.

Il team ha quindi dimostrato che le cellule neoplastiche della pelle, della mammella e dell'intestino producono alti livelli di una sostanza chimica, chiamata “prostaglandina E2”, in grado di smorzare la risposta immunitaria e di far “nascondere” il tumore.

Tuttavia, secondo i risultati dello studio, farmaci come l'aspirina possono cambiare i percorsi chimici all'interno delle cellule tumorali che portano alla produzione della prostaglandina E2. Anche se questo studio sembra aver confermato che l’aspirina potrebbe avere ottimi effetti sulle terapie anticancro, i ricercatori londinesi hanno comunque specificato che la strada da percorrere è ancora molto lunga, sia per la fase di ricerca sia per la fase di sperimentazione sugli esseri umani. 

"Quello che abbiamo scoperto non è una rivoluzione - ha dichiarato Caetano Reis, uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio -, ma un’evoluzione che ci potrebbe aiutare a cercare di ottenere un tasso di remissione ancora maggiore dalla malattia tumorale".

Ma per Reis il mondo scientifico è “ancora molto lontano da ricerche sui pazienti. Siamo davanti a una ricerca preclinica su modelli murini, ma quello che vorremmo fare ora è impostare uno studio clinico per dimostrare formalmente che questo può accadere anche negli esseri umani. I risultati sono entusiasmanti, nel contesto di un rinnovato interesse per l’immunoterapia. Certo, quello che abbiamo scoperto non è una rivoluzione, ma un’evoluzione che ci potrebbe aiutare a cercare di ottenere un tasso di remissione ancora maggiore dalla malattia tumorale”.
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