Spari su Bacci, imprenditore amico di Renzi nel mirino: "Non ho paura"

25 gennaio 2017 ore 9:50, Adriano Scianca
Due #colpi di pistola sono stati sparati contro la vetrata della sua ditta, l’Ab Florence di Scandicci, alle porte di Firenze, che produce prodotti di pelletteria, di proprietà dell’imprenditore fiorentino Andrea #Bacci, l’imprenditore fiorentino amico di Matteo Renzi e in passato socio di suo padre Tiziano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Non ci sono feriti. Il nuovo atto intimidatorio sarebbe stato compiuto tra l’1 e 30 e le 4 di notte. 

Spari su Bacci, imprenditore amico di Renzi nel mirino: 'Non ho paura'


Bacci era all’interno dell’azienda con altre persone. Secondo prime informazioni i presenti non si sarebbero subito resi conto degli spari e hanno dato l’allarme un po’ dopo. Poche ore prima, due colpi avevano raggiunto i vetri dell’auto dell'imprenditore, una Mercedes, mandandoli in frantumi. Uno dei proiettili è rimbalzato e ha scheggiato il vetro di una finestra della ditta. Andrea Bacci, imprenditore amico di Matteo Renzi, opera nell’area fiorentina. Di recente è emerso che la procura sta indagando a suo carico per bancarotta fraudolenta riguardo alla Coam Costruzioni di Rignano, di cui è socio di maggioranza. Bacci è stato perquisito dalla Guardia di Finanza il 10 gennaio scorso nell’ambito di un’articolata inchiesta della procura in materia economica, creditizia e fiscale. Sulle due vicende la procura di Firenze guidata da Giuseppe Creazzo, ha aperto un fascicolo. 

Al momento i reati ipotizzati sono minacce e porto abusivo di pistola in luogo pubblico, anche se gli investigatori spiegano che “tutte le piste sono ancora aperte”. “Non riesco a capire cosa stia accadendo – ha dichiarato Bacci – non ho mai subito minacce e non ho la minima idea di chi possa essere stato. Io comunque sono una persona perbene e dunque non ho paura”. Giovanni Donzelli, capogruppo di Fdi in consiglio regionale, ha annunciato un’interrogazione “per far luce su un episodio preoccupante e oscuro, non solo per la sicurezza di Bacci ma anche per i suoi rapporti con i vertici del partito di governo”.
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