Legalizzazione della cannabis in aula "ad ostacoli": si erge la barricata dei proibizionisti

25 luglio 2016 ore 17:08, Americo Mascarucci
Il ministro del Nuovo centrodestra con delega alla Famiglia Enrico Costa ne è convinto: "Non ci sono i numeri per approvare la legge sulla legalizzazione della cannabis". 
Insomma, tanto rumore per nulla? Tanto clamore per una legge destinata a "morire" in Parlamento?
Costa, intervistato da Il Mattino sembra suonare il de profundis ad una legge che Area Popolare sta fortemente ostacolando.
Oggi è iniziato il dibattito alla Camera dove sono 2.000 gli emendamenti presentati al testo. Impossibile esaminarli tutti prima della pausa estiva.
Quindi non si inizierà a votare prima di settembre e stavolta pare proprio che non ci saranno fiducie che tengano, visto che anche il Premier Renzi diversamente da quanto avvenuto con la legge sulle unioni civili, non sembra proprio volersi assumere la responsabilità di questa legge. 
Costa attacca:  "Abbiamo altre priorità da affrontare e le argomentazioni di chi dice che la liberalizzazione deflazionerebbe la giustizia e darebbe più strumenti per colpire il traffico di stupefacenti non convincono. Ho letto le analisi di alcuni magistrati che vanno in questa direzione, ma non le ho trovate convincenti. Per esempio le risorse umane, gli agenti che pensiamo di liberare dalle attività repressive, finiremo per usarli per perseguire i reati connessi all'aumento del consumo di droghe?".
"I sostenitori della liberalizzazione della cannabis - afferma Costa  - hanno raccolto una quantità di adesioni molto alta. Eppure è chiaro che non ci sono né le condizioni nel Paese né i numeri in Parlamento per avanzare una proposta simile. Come al solito l’unico risultato è accendere gli animi oltre il dovuto".
Per il ministro altre e ben più serie sarebbero le priorità da affrontare e risolvere:
"Abbiamo altre priorità da affrontare - spiega - Personalmente mi mette più in allarme l’emergenza che vive la famiglia: la flessione della natalità, l’aumento dell’età media delle madri, la riduzione del tasso di fecondità o i grossi limiti che ci sono alle politiche di conciliazione".
Legalizzazione della cannabis in aula 'ad ostacoli': si erge la barricata dei proibizionisti
Anche l'altro ministro Ncd, quello della Salute Beatrice Lorenzin va già duro: "Alcol e droga sono una piaga. Non diciamo solo no alla liberalizzazione della cannabis, diciamo no a tutte le dipendenze" scrive su Twitter.
Ncd, si schiera compatto: "E' un inganno ai giovani e alla libertà. Diremo sempre no", dichiara la portavoce Valentina Castaldini.
 
La battaglia è aperta: "Chi sostiene che la legalizzazione della cannabis crei un danno alle mafie dice una sonora fesseria. Vadano a 
riascoltare le parole di Borsellino in proposito e quelle di uno dei magistrati più esperti in materia di lotta al narcotraffico, il procuratore Gratteri" attacca Maurizio Gasparri. 
"Da un punto di vista economico -aggiunge Gasparri- le mafie perderebbero  pochissimo dalla legalizzazione della cannabis, ma anzi si aprirebbero spazi di mercato per lo smercio di droghe più costose e pericolose. Si rassegnino quindi i sostenitori di un disegno di legge inaccettabile  nel merito e nel metodo con cui è stato presentato in Aula alla Camera, e cioè senza che in commissione sia stato possibile discutere nemmeno un emendamento: faremo di tutto pur di difendere la vita e la salute dei nostri ragazzi combattendo la droga".



      
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