Sessant'anni dalla tragedia dell'Andrea Doria, meno morti grazie al Titanic

25 luglio 2016 ore 23:59, Luca Lippi
Esattamente sessanta anni fa alle 23:10 il transatlantico italiano Andrea Doria diretto a New York veniva speronato a largo della costa di Nantucket, dalla nave svedese Stockholm della Swedish America Line.
La nave si inclina da un lato e perde la metà delle scialuppe di salvataggio. Affonda 11 ore dopo. La maggior parte dei passeggeri si salva grazie alla tempestività e all`efficacia dei soccorsi. Muoiono tuttavia 46 persone.
Costruito ai cantieri navali Ansaldo di Genova Sestri Ponente, fu varato il 16 giugno 1951 ed effettuò il suo viaggio inaugurale il 14 gennaio 1953.
Poteva portare fino a 1241 passeggeri e, quando venne varata, rappresentava uno dei punti d'orgoglio dell'Italia che stava allora cercando di ricostruire la propria reputazione dopo la seconda guerra mondiale. Degna erede dei transatlantici degli anni trenta, l'Andrea Doria era considerata la più bella nave passeggeri della flotta italiana di linea, ma era apprezzata ancora più per la sicurezza e la bellezza dei suoi interni di lusso, che la facevano preferire a molti altri transatlantici di altre compagnie Internazionali.

Sessant'anni dalla tragedia dell'Andrea Doria, meno morti grazie al Titanic

Il fatto: l'Andrea Doria si scontrò con il mercantile svedese Stockholm della Swedish America Line, in quello che fu uno dei più famosi e controversi disastri marittimi della storia.
Sebbene quasi tutti i passeggeri fossero sopravvissuti (morirono 5 passeggeri della Stockholm e 46 dell'Andrea Doria, per la maggior parte alloggiati nelle cabine investite dalla prua della nave svedese), il transatlantico, con una murata completamente squarciata, si coricò su un fianco e affondò dopo 11 ore, la mattina di giovedì 26 luglio 1956, davanti alle coste statunitensi. L'inclinazione della nave rese inutilizzabili metà delle lance di salvataggio (tutte quelle sul lato opposto), ma in seguito al disastro del Titanic del 1912 erano state migliorate le procedure di comunicazione di emergenza e si poterono chiamare altre navi in soccorso, inoltre le procedure e le manovre di evacuazione furono veloci ed efficienti.
L'Andrea Doria aveva puntato tutto su estetica e lusso: sin dal suo primo viaggio fu la prima nave ad avere a bordo tre piscine aperte, una per ogni classe (prima, cabina e turistica) e una delle prime ad avere l'aria condizionata in tutti i locali abitati, sia dei passeggeri che dell'equipaggio. Per l'arredo della nave erano stati chiamati i migliori architetti dell'epoca tra cui Ponti, Zoncada, Pulitzer Finali, Minoletti. A bordo erano inoltre presenti numerose opere d'arte realizzate appositamente per la nave. 
Si ricordano: La Leggenda D'Italia di Salvatore Fiume per la sala di soggiorno di prima classe, L'allegoria d'autunno di Felicita Frai per la sala delle feste di classe cabina, i mosaici di Lucio Fontana, le ceramiche di Fausto Melotti, gli specchi dipinti di Edina Altara nel bar di prima classe, le decorazioni di Federico Morgante e di Emanuele Luzzati per gli ambienti destinati ai bambini, la statua dell'ammiraglio Andrea Doria di Giovanni Paganin e gli arazzi di Michael Rachlis. 
La nave divenne ben presto un mito, tanto che Elia Kazan, in Fronte del porto, fa incrociare lo sguardo di Marlon Brando con l'Andrea Doria che approdava ad una banchina di New York.
Costo del natante, oltre 1 milione di dollari dell'epoca, spesi in decori e pezzi d'arte nelle cabine e nelle sale pubbliche, inclusa la già menzionata statua dell'ammiraglio Doria a grandezza naturale, molti la consideravano la più bella nave mai varata. L'esterno della nave era anch'esso considerato molto elegante: la linea era affusolata, con l'unico fumaiolo (colorato in verde, bianco e rosso come la bandiera italiana) e la sovrastruttura che digradava armoniosamente verso poppa.

autore / Luca Lippi
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