Berlusconi Vs Salvini: in tv le primarie del centrodestra

25 maggio 2015, intelligo
Berlusconi Vs Salvini: in tv le primarie del centrodestra
Il pallino della barba ce l’ha sempre avuto e ieri da Fazio lo ha “rispolverato” per giocare sull’effetto spiazzamento. Una scena (tattica) televisiva che ricorda quella da Santoro col fazzolettino bianco passato sulla sedia di Travaglio. Ad altre latitudini televisive, quelle di Lucia Annunziata, Salvini si propone come l’anti-Renzi mettendo di fatto la leadership berlusconiana in soffitta.

SILVIO E FI. Berlusconi nella “tana del lupo” rompe il ghiaccio così, tra un attacco al governo Renzi in chiave elettorale “non siamo una democrazia, la situazione è preoccupante” con un “signore mai eletto che guida un governo”, e una cannonata agli ex forzisti, meglio agli ex delfini, ma il messaggio vale anche per l’ultimo uscito, Raffaele Fitto: Alfano e Fini. “Hanno abbandonato Fi dei professionisti della politica” e “non hanno speranza di un futuro politico”. Affondo su Alfano in particolare che Berlusconi dipinge come “attaccato alla sua poltrona con un forte affetto…”, eppure proprio col partito del ministro dell’Interno Berlusconi ha stretto alleanze per le regionali. Tant’è. 

Il leader di Fi prova poi a bombardare la ‘roccaforte’ salviniana e del leader della Lega di che “non si può pensare che Fi senza il suo leader non candidabile, e che non va in tv possa resistere a un Salvini che va in tv 6 ore alla settimana”. Poi insiste sui cavalli di battaglia di sempre: dalla rivoluzione liberale, alla riforma del fisco a quella delle toghe. Si considera un argine al Grillo che alle scorse europee si è arenato (sui consensi) ma per il resto cavalca i temi evocati fin dal ’94. 

SALVINI ANTI-RENZI. Davanti all’Annunziata che lo stuzzica sulle “sciocchezze” da campagna elettorale Matteo Salvini conferma e sottoscrive tutti i temi della galoppata nella prateria dei consensi nel centrodestra: campi rom con annesse ruspe, castrazione chimica per gli stupratore, stop invasione. Il leader della Lega si definisce anti-sistema non anti-italiano e in questo c’è forse lo smarcamento dall’identità totalmente padana nella quale la Lega da quando è nata nuota e vive. L’era Salvini è un’altra cosa, un altro corso. 

Renzi è il suo target: “E’ un annop che aspetto di poter parlare con Renzi su pensioni e legge Fornero. Ma se ne frega. Se lui portasse in Aula questi temi, io voterei anche un progetto del Pd”. Ma la stoccata forse più caustica – per alcuni attesa, per altri no – la riserva a Berlusconi che mette sullo stesso piano di Renzi quando dice: “Ottanta euro a tutti e dentiere gratis; questo lo fa quell’altro…”.  Il che significa che Salvini va avanti da solo (almeno per ora) e in questo appare chiaro il tentativo di catalizzare la maggiorparte del consenso tra gli elettori del centrodestra per poi usarlo come “tesoretto” quando arriverà iò tempo della leadership. 

Infatti, non pensa a “partiti unici” (come invece evoca Berlusconi, ndr) non è entusiasta delle primarie anche se chi guiderà il centrodestra per ora appare l’ultimo dei suoi problemi. Il primo, è depotenziare sempre più Fi e frammentare lo schieramento per conquistarne voti ed elettori. Poi si vedrà. E per far questo punta sul programma più che sugli uomini. Della serie: meglio mettere legna in cascina per non passare l’inverno al freddo.

LuBi
autore / intelligo
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