Toyota e Uber viaggiano insieme, il futuro è lo scambio di servizi

25 maggio 2016 ore 11:34, Micaela Del Monte
Toyota e Uber si stringono la mano per una partnership che sa di futuro. Le auto a noleggio con conducente che hanno mandato in tilt i tassisti infatti potrebbero essere firmate dalla casa automobilistica giapponese. Una supposizione che però ancora non ha conferme ma solo indizi, come ad esempio l’ufficializzazione di un investimento della casa giapponese nel colosso californiano valutato più di 60 miliardi di dollari. Per ora i rapporti fra le due società sono relativi a un programma di leasing per i nuovi autisti dell’applicazione: Toyota Financial Services permette loro di affittare vetture e coprire i pagamenti con i guadagni generati da Uber.

La mossa di Toyota però non è altro che una risposta alle due rivali Gm, che ha rilevato per 500 milioni di dollari una partecipazione nella Lyft, e Volkswagen, entrata nella israeliana Gett mettendo sul piatto 300 milioni. Il denominatore comune resta comunque il noleggio e un futuro in cui evidentemente l’acquisto di automobili per uso personale sarà sempre meno contemplato.

Toyota e Uber viaggiano insieme, il futuro è lo scambio di servizi
L'ipotesi più gustosa di questo patto Toyota-Uber però è quella relativa ai veicoli autonomi. Le due aziende si sono mosse parallelamente da tempo, ma non hanno chiarito se uniranno gli sforzi. La casa giapponese ha creato in aprile una joint venture con Microsoft per la raccolta e l’analisi dei dati e assunto esperti di robotica e intelligenza artificiale pescati dalla Defense Advanced Research Projects Agency e da Google. Uber sta facendo i test con il volante sguarnito a Pittsburgh, negli Stati Uniti.

Quando – nel giro di una decina d’anni, secondo i più ottimisti – si diffonderanno le auto senza guidatore, il possesso delle vetture diventerà quindi meno importante di quanto lo sia oggi. Non vorremo più spendere ingenti cifre di denaro per acquistare un mezzo da tenere fermo, parcheggiato da qualche parte, per la maggior parte della giornata. Preferiremo piuttosto pagare per la corsa, solo e quando ci servirà. I costruttori non venderanno più automobili, ma servizi, e i più previdenti iniziano a costruire le basi per il nuovo business. “Intendiamo andare oltre il nostro ruolo pionieristico nel settore automobilistico”, ha dichiarato Matthias Muller, numero uno del gruppo Volkswagen, nella nota stampa diffusa ieri, “per diventare un provider di mobilita` di riferimento a livello mondiale entro il 2025”. 
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