Whatsapp ti richiede il rinnovo dell'account? Attenzione, è una truffa!

25 maggio 2017 ore 8:34, Eleonora Baldo

“Fatta l’applicazione, trovata la truffa” verrebbe da dire, adattando un celebre detto italiano. Questa volta a fare le spese dell’ennesima truffa web potrebbero essere i fruitori dell’app di messaggistica istantanea più diffusa al mondo: WhatsApp, sulla cui piattaforma circola da giorni un messaggio, in cui si avvisa l’utente dell’imminente sospensione dell’account qualora non si provveda al reinvio dei dati personali forniti all’atto della sua creazione.

Attenzione quindi ai messaggi che vi richiedono dati personali e e il pagamento di una qualche somma per utilizzare il servizio, assolutamente non necessari per l’App, come puntualizza la Polizia Postale nella sua pagina Facebook. Dubitare sempre dell’opportunità di rilasciare i propri dati personali e soprattutto bancari è una buona prassi nell’era di internet e dei molteplici profili di accesso ai vari Facebook, Instagram, Twitter e chi più ne ha più ne metta. Che la truffa sia palese, nel caso di Whatsapp lo dimostrano numerosi segnali che dovrebbero suonare come veri e propri “campanelli d’allarme” anti-truffa per l’utente.

Whatsapp ti richiede il rinnovo dell'account? Attenzione, è una truffa!

Anzitutto Whatsapp non può richiedere l’aggiornamento o l’invio dei dati inseriti per la creazione del profilo perché per utilizzare l’App è sufficiente inserire il proprio numero di telefono, senza che sia necessario definire alcun nome utente e alcuna password. In secondo luogo, qualora questi messaggi truffa dovessero richiedere la corresponsione di una somma per il rinnovo dell’abbonamento all’App, ricordiamo che già da un anno Whatsapp è accessibile gratuitamente senza alcun abbonamento al servizio e corrispondente rinnovo. Sarà invece molto più probabile che eventuali malfunzionamenti o shut-down dell’App vi vengano segnalati attraverso i vari profili social dell’App o attraverso comunicati stampa ufficiali.

Come raccomandato dalla Polizia Postale che dal proprio profilo Fb ha saggiamente affermato “Le truffe cambiano aspetto, ma ritornano sempre” è sempre bene dubitare della bontà di messaggi contenenti richieste di invio di dati personali e/o bancari soprattutto se il testo del messaggio presenta un italiano scorretto o stentato, ulteriore indizio che dovrebbe portarvi a concludere di essere stati vittima di una tentata truffa a vostro danno, poiché nella grande maggioranza dei casi questi messaggi sono tradotti in maniera “maccheronica” usando dei traduttori online. Occhio al messaggio, occhio alla truffa, e nel dubbio prima di fornire i vostri dati – atto la cui irreversibilità potrebbe avere esiti decisamente pericolosi – appoggiatevi e chiedete consiglio a un profilo più esperto. 


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