Il dopo voucher è a doppio tetto: come funzionano i nuovi contratti e per chi

25 maggio 2017 ore 16:56, Anna Lisa Renoldi
Diminuisce la platea di utilizzatori e soprattutto aumentano i costi, il tutto distribuito tra una maggiore tutela dei lavoratori e restrizioni più importanti per chi li utilizza al posto di un contratto di lavoro. È quanto previsto dall’emendamento alla manovrina presentato oggi alla Commissione Bilancio della Camera. Il nuovo voucher non sarà per tutti, ma soltanto per le microimprese e i professionisti con non più di 5 dipendenti; per le famiglie, ci sarà invece un diverso strumento, il libretto telematico.
Come potrebbe funzionare: spariscono i buoni come eravamo abituati a vederli fino a qualche giorno fa, in sostituzione saranno dei veri e propri contratti di lavoro subordinato, attivabili dalle imprese (sino a 5 dipendenti) e dai professionisti. Il contratto dovrà essere concluso e comunicato con una procedura online semplificata, con tutta probabilità all’interno del portale web dell’Inps.
Il rapporto lavorativo dovrà essere completamente tracciabile: è prevista, difatti, una procedura di prenotazione che prevede l’indicazione obbligatoria di tutti i dati identificativi del datore di lavoro e del lavoratore, assieme al tempo e al luogo di svolgimento della prestazione.
Il dopo voucher è a doppio tetto: come funzionano i nuovi contratti e per chi
Quanto costa: per l’azienda, risulterà più caro rispetto ai vecchi buoni lavoro. I contributi previdenziali e assistenziali dovuti alla Gestione Separata dell’Inps, difatti, saranno gli stessi previsti per i co.co.co. (collaboratori coordinati e continuativi), quindi il 32,72% della paga oraria lorda; l’aliquota contributiva aumenterà, in base alle previsioni del Jobs Act autonomi, dello 0,51%, quindi i contributi saranno pari al 33,23%.
Anche la paga netta, ossia quanto intascherà il lavoratore al netto dei contributi, sarà più alta, pari a 9 euro l’ora. In totale, considerando i premi Inail, il costo orario per l’azienda dovrebbe essere pari a 12,50 euro. Il contratto a chiamata rimane ancora lo strumento sostitutivo più costoso perché prevede le maggiorazioni per ferie, tredicesima ed eventuale quattordicesima e tfr (trattamento di fine rapporto).

Le tutele per i lavoratori: saranno maggiori rispetto a quelle previste dal vecchio strumento Voucher, il contributo pieno alla Gestione Separata, con tutta probabilità, comporterà non solo l’accantonamento di un numero maggiore di contributi per la pensione, ma anche la copertura della malattia, della maternità e, probabilmente, della disoccupazione, grazie, tra l’altro, alla stabilizzazione della Dis-coll, l’indennità di disoccupazione prevista per i lavoratori parasubordinati.
I limiti: soprattutto il raggio di azione che è piuttosto ristretto, in primo luogo, non potranno essere utilizzati dalle imprese e dai professionisti con più di 5 dipendenti e dalle ditte che lavorano nel settore edile e nelle attività pericolose (scavi, estrazioni, miniere).

Inoltre, sarà previsto un doppio tetto, per singola impresa o professionista: il datore di lavoro, in particolare, non potrà retribuire, con i dopo voucher, più di 5.000 euro l’anno, tra tutti i lavoratori chiamati con questo contratto. Il limite potrà essere elevato a 7.500 euro in caso di assunzione di categorie particolari di lavoratori marginali, come disoccupati, studenti e pensionati.
Il secondo limite, invece, vale per il singolo lavoratore, che potrà ricevere sino a un massimo di 2.500 euro.
Esiste poi un ulteriore limite per l’assunzione: il nuovo contratto si potrà attivare per non meno di 4 ore; in futuro le ore potranno essere aumentate, ma mai diminuite.

E per le famiglie? Per le famiglie, resta in piedi la proposta, avanzata qualche settimana fa, del “libretto telematico”: anche in questo caso, per attivare la prestazione di lavoro occasionale ci sarà una procedura online nel portale dell’Inps, ma ancora più semplice rispetto a quella prevista per le imprese.
Dovrà essere rispettato il tetto massimo di 2.500 euro a lavoratore; i contributi previdenziali e assistenziali saranno ridotti e pari al 13% circa, come per il lavoro domestico.
Inoltre, la piattaforma online potrà servire anche per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

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