“I racconti dell'orso”? Un film a costo zero: quando fa miracoli un monaco meccanico

25 novembre 2015 ore 15:27, Americo Mascarucci
“I racconti dell'orso”? Un film a costo zero: quando fa miracoli un monaco meccanico
Sbarca al Festival di Torino il film “I Racconti dell’Orso” realizzato da due giovani registi italiani esordienti. Si tratta dei romani Samuele Sestieri e Olmo Amato, 26 anni il primo, 29 il secondo che hanno girato questo film per ragazzi in una maniera molto particolare e per ceri versi suggestiva. 

Il film è in pratica il racconto di un viaggio durato quaranta giorni tra Finlandia e Norvegia con i due registi che hanno ricoperto tutti i ruoli, dalla produzione alla regia, dalla fotografia alla recitazione. Ne è uscito un film divertente, a metà strada fra realtà e fantasia, talmente ben costruito da aver meritato di finire in concorso al Festival di Torino. 
Un film certamente impegnativo che la coppia ha potuto realizzare senza il becco di un quattrino, e con una minima cifra ottenuta con il ricorso al crowdfunding, il finanziamento collettivo o meglio un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. Una pratica di micro finanziamento dal basso capace di mobilitare persone e risorse. 

Il film racconta la storia di un monaco meccanico che vivendo in un mondo isolato, abbandonato dagli uomini insegue uno strano omino rosso, l’unico che gli offre la possibilità di non sentirsi solo e di dare un senso ad un’esistenza basata sulla solitudine. Dopo aver attraversato boschi, città morte e lande desolate, i due personaggi raggiungono la cima di una collina magica. Il ritrovamento di un vecchio peluche d’orso ormai malandato li farà riconciliare. Uniranno così le forze, nella speranza di poter dare vita al giocattolo e sfuggire alla solitudine. "La nostra idea, fin dall’inizio, è stata quella di trasformare la povertà dei mezzi disponibili in autentica risorsa – hanno spiegato Sestieri e Amato - nessun dolly, nessun carrello, nemmeno una steady. Lontani dall’eccessiva programmazione e dallo studio a tavolino, abbiamo voluto restituire una messa in scena viva, pulsante, che respira con i suoi personaggi. La sceneggiatura è stata solo un punto di partenza: luoghi e persone che incontravamo nel corso del viaggio modificavano, ampliavano, arricchivano la nostra storia. Di fronte alle meraviglie di una natura incontaminata, il punto di vista è quello vergine di chi vorrebbe imparare a vedere, come se fosse per la prima volta". Un film insomma non programmato, né impostato, totalmente privo di un copione predefinito, un prodotto costruito giorno per giorno in base alle esperienze quotidiane, agli incontri, alle emozioni e alle novità incontrate. Un film dunque che consentirà ai due emergenti registi di farsi conoscere. 

E chissà che questo non sia l’inizio di una brillante carriera? 

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