Antisemitismo stadi, Torriero: "No a chi ora appiccica Anna Frank sulle magliette"

25 ottobre 2017 ore 12:42, Fabio Torriero
Come al solito stiamo facendo troppa pubblicità agli esagitati. Ai provocatori. A chi offende. Non ho condiviso l’operazione “Curva sud” che il presidente della Lazio Lotito ha ideato, per far accedere alla partita di domenica la tifoseria laziale, nonostante il divieto.
Considero tardivo l’atteggiamento ora del presidente, che sa di tappo strategico: la distinzione tra tifoseria ultras, tifosi veri, squadra e città; la visita ai campi di concentramento tedeschi, la sua presenza in Sinagoga e la maglietta bianco-azzurra con Anna Frank, in risposta alle magliette giallorosse con la stessa immagine, usate per sfregio e demonizzazione degli avversari.
Antisemitismo stadi, Torriero: 'No a chi ora appiccica Anna Frank sulle magliette'
Ma una cosa va detta e riguarda sia la comunicazione, sia il tasso di regressione culturale del nostro paese.

1) Anna Frank (la sua vita, il suo sacrificio) va studiata a scuola, non va usata né pro, né contro negli stadi. Capisco il tentativo ora di rovesciare la logica, il messaggio, da provocazione nazista a riaffermazione civile e democratica. Ma attenzione all’effetto moltiplicatore dei simboli. Da docente di comunicazione avverto: il pro e il contro si alimentano vicendevolmente, finiscono per essere speculari;

2) Leggendo tutte le reazioni, specialmente da parte della politica fino a Renzi e allo stesso capo dello Stato Mattarella, penso che si stia dando troppo potere di condizionamento agli ultras, troppa dignità, troppa visibilità; ingigantiamo il professionismo dell’offesa (oggi l’antisemitismo, domani il razzismo, poi i terroni e via dicendo);

3) Per questo sono sempre stato scettico nei confronti di tutti quei provvedimenti finalizzati a sterilizzare le parole, a normare il gioco perfetto, i comportamenti sportivi perfetti, insomma il calcio politicamente corretto. Producono l’effetto opposto;

4) Se il nazismo e il razzismo sono il male assoluto, il massimo godimento trasgressivo e offensivo, vissuto in curva, è appunto essere antisemiti e razzisti. Loro dicono che è uno sfottò, io dico che una cretinata pericolosa, ma indotta dai media e dalla cultura, anzi, incultura dominante.

Naturalmente bisogna guardare all’involuzione di un paese a 360 gradi, ma i responsabili (ignoranti e rozzi) vanno puniti singolarmente, non come tifoserie. E in proposito, suggerisco una strategia pedagogica da parte delle istituzioni: pene civiche stabilite come condanna dai magistrati (obbligo a pulire le strade, i parchi, cancellare le scritte, studiare in biblioteca, aiutare i disabili, gli anziani, lavori socialmente utili). 
La cultura e il buon senso non si appiccicano sulle magliette. Se una nazione abdica al proprio ruolo educativo (basti pensare alle condizioni in cui versano la politica, la scuola etc), non ci meravigliamo che negli stadi alberghino follia, ignoranza e amnesia. Oggi la scuola cosa insegna? Educazione sessuale, il gender, ma ha cancellato la geografia (dove stiamo), la storia (chi siamo) e l'educazione civica (cosa lasciamo, il bene comune). 

#annafrank #torriero #“curvasud
 

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