Fatturazione a 28 giorni: per telefonia e pay tv il divieto sarà per legge

25 ottobre 2017 ore 13:52, Luca Lippi
Lo stop alle bollette a 28 giorni sarà anche uno stop per legge. La questione corre sulle colonne dei media da diverso tempo, ma la percezione dell’ingiustizia da parte dell’utenza è partita molto prima. Nella sostanza alcune aziende di servizi, nella fattispecie le aziende di telefonia e quelle radiotelevisive a pagamento, hanno arbitrariamente adottato la fatturazione a 28 giorni sbeffeggiando il concetto consolidato e universalmente riconosciuto del ‘mese commerciale’. In questo modo, le suddette aziende alla fine dell’anno riscuotono 13 rate per la fornitura del servizio senza che l’utente ‘percepisca’ l’aumento sottostante.
Fatturazione a 28 giorni: per telefonia e pay tv il divieto sarà per legge

Ora arriva lo stop alle bollette del telefono e delle pay tv calcolate su 28 giorni anziché sul mese direttamente in Manovra. 
A difesa dell’utenza era scesa già da qualche mese l’Agcom. Il raggiro operato dai gestori telefonici Tim, Vodafone, Wind-3 e Fastweb prima, e  da Sky  poi, ha messo in allarme l’Associazione che da subito ha contestato l’iniziativa poco trasparente di aumentare gli incassi, introducendo una sorta di tredicesima pari a un rincaro annuo dell’8,6%. 
In Commissione Bilancio del Senato è stato depositato ieri dal Pd un emendamento al decreto fiscale che anticipa la legge di Bilancio e che ricalca quanto contenuto nel progetto di legge presentato alla Camera da Alessia Morani che prevede l’obbligo della fatturazione mensile per tutte le aziende fornitrici di servizi e utenze. 
In campo anche il Centrodestra e i 5Stelle con un emendamento presentato al Senato da Maurizio Gasparri e altrettanto faranno i senatori 5 Stelle. Carlo Calenda comunque si è dichiarato sensibile alla questione ribadendo l’impegno direttamente in Manovra in modo tale che ci sia una misura ‘pro-futuro’ per mettere fine alla fatturazione a 28 giorni. Per quanto concerne le somme già ‘rastrellate’ scorrettamente dalle aziende, la palla passa all’Agcom, ma sul fronte dei rimborsi, il Mise sarebbe più propeso al riconoscimento di un indennizzo.  
 
Da parte di Asstel c'è la richiesta di un incontro sia al ministero sia con i relatori dei progetti di legge contro la fatturazione a 28 giorni. Per l’associazione la fatturazione a 28 giorni è da considerare una pratica legittima essendo una componente dell’offerta commerciale e della libertà d’impresa. Calenda non ha negato l’incontro ma ha tenuto a ribadire che il nodo è già stato sciolto per quanto riguarda il governo e le associazioni di categoria. 
Ma anche se le sanzioni dell’Agcom fossero applicate, rappresentano una cifra di gran lunga inferiore al vantaggio ottenuto con le bollette a 28 giorni. 
È bene sottolineare che la pratica giudicata truffaldina dalle associazioni di categoria a difesa dei consumatori, ha procurato, al momento, un extra incasso per le compagnie di circa 1,2 miliardi di euro. Complicato credere che le aziende rinuncino con facilità a un bottino così importante, probabilmente, qualora fossero condannati a rendere il maltolto o semplicemente tornare alla fatturazione mensile (rinunciando a future entrate miliardarie già messe in bilancio preventivo) potrebbero chiedere in cambio una moratoria sulla possibilità di recedere dai contratti di fronte ai rincari che dall’anno prossimo sarebbero spalmati su tutti i clienti per compensare la perdita della fatturazione a quattro settimane.

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autore / Luca Lippi
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