Francia, Macron non è più "in marcia" e perde il Senato: i rischi

25 settembre 2017 ore 14:39, Americo Mascarucci
Doccia fredda per il presidente francese Emmanuel Macron con le elezioni per il rinnovo parziale del Senato. Infatti il suo partito, En Marche ha visto arrestata la forte ascesa degli ultimi mesi, con il risultato che il presidente non ha la maggioranza in uno dei due rami del parlamento francese. Non guadagna seggi e ne perde pure uno. Colpa secondo gli analisti della riforma del lavoro annunciata da Macron, il Jobs Act francese, che ha già dato il via a manifestazioni di protesta stile "autunno caldo". Macron può oggi vantare 28 senatori su un ramo del Parlamento dove per l'approvazione delle leggi è richiesta una maggioranza minima di 175 senatori. Davvero pochi per avere la certezza di veder approvati tutti i provvedimenti che il presidente ha in cantiere, cominciando proprio dalla riforma del lavoro.
Francia, Macron non è più 'in marcia' e perde il Senato: i rischi

I RISULTATI
Il Senato ha una maggioranza di centrodestra composta dalla destra repubblicana e dai centristi per un totale di 233 senatori a fronte dei 197 che aveva prima. Il Front National mantiene i due senatori che già aveva. I comunisti scendono da 18 a 10 senatori, i socialisti da 86 a 69, il Rassemblement socialdemocratico da 16 a 7, mentre crescono altre formazioni di sinistra, tra le quali France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

COMPOSIZIONE DEL SENATO FRANCESE
Il Senato francese è composto da 348 Senatori : 326 sono eletti nel territorio dei dipartimenti, compresi quelli d’oltremare, 5 nei territori d’oltremare, 2 a Mayotte, 1 a Saint Pierre et Miquelon. Una particolarità del Senato rispetto all’Assemblea Nazionale è costituita dalla presenza di 12 Senatori che rappresentano i Francesi all’estero. I Senatori sono eletti, a suffragio universale e indiretto, da un collegio elettorale composto, in ogni dipartimento, dai Deputati e dai Consiglieri generali e regionali e dai delegati dei Consigli municipali. Questi rappresentano il 95% del collegio. I Senatori sono dunque sostanzialmente eletti dai Consiglieri municipali. Il numero dei delegati varia secondo la popolazione del comune: da 1 a 15 delegati nei comuni con meno di 9.000 abitanti; tutto il Consiglio Municipale (da 29 a 69 delegati) nei comuni aventi da 9.000 a 30.000 abitanti; per i comuni con più di 30.000 abitanti, è prevista l’indicazione di delegati supplementari in ragione di un delegato ogni mille oltre i 30.000 abitanti.

ELEZIONE
Avviene con scrutinio uninominale maggioritario a due turni nei 70 dipartimenti metropolitani e d’oltremare, che eleggono da 1 a 3 Senatori. Con il sistema della rappresentanza proporzionale nei 39 dipartimenti che eleggono 4 o più Senatori. Anche i 12 Senatori che rappresentano i Francesi stabiliti all’estero sono eletti con il sistema proporzionale, dai 150 componenti del Assemblea dei Francesi all’Estero. In totale 180 Senatori (circa il 52% dei seggi) sono eletti con il sistema proporzionale. La durata del mandato senatoriale è stata ridotta da 9 a 6 anni: a partire dal 2011 il Senato verrà eletto per metà ogni tre anni, essendo i seggi distribuiti in due serie quasi uguali.  Nel 2011 l’elettorato passivo è stato abbassato a ventiquattro’anni in luogo dei precedenti trent’anni.
Il problema è che il Senato potrebbe bloccare tutte le leggi approvate dall'assemblea Nazionale dove Macron ha la maggioranza. Questo senza ombra di dubbio non farà dormire sonni tranquilli al presidente che potrebbe vedersi costretto a scendere a patti con gli avversari. Una brusca frenata d'arresto a pochi mesi dalle presidenziali e dalle politiche dove Macron sembrava non avere rivali. 

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