Il Papa chiede perdono ai Valdesi, il Sinodo dice ‘ni’

26 agosto 2015, Americo Mascarucci
Il Papa chiede perdono ai Valdesi, il Sinodo dice ‘ni’
“Nessuno scontro con Papa Francesco, nessun rifiuto della richiesta di perdono giunta dalla Chiesa Cattolica”. 
ll pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, ha smentito le notizie di stampa che hanno riferito di un rifiuto dei valdesi alla richiesta di perdono del Papa giunta nell’ambito del recente Sinodo delle chiese valdesi. 

Bergoglio sin dal giorno della sua elezione al soglio di Pietro ha sempre promosso ed incentivato l’ecumenismo e soprattutto il dialogo con le comunità cristiane separate. In quest’ottica sono dunque rientrate una serie di richieste di perdono, come quella verso i Pentecostali per la presunta compiacenza del mondo cattolico italiano nei confronti della loro messa al bando da parte del regime fascista, e ai valdesi per le persecuzioni dei secoli passati. 

Secondo alcuni resoconti giornalistici la richiesta di perdono di Francesco sarebbe stata però respinta dal Sinodo valdese. Bernardini quindi è intervenuto a correggere quelle che ha definito “errate interpretazioni del messaggio sinodale dettate soprattutto da scarsa conoscenza dei fondamentali teologici”. 

Sotto accusa c’è soprattutto il passaggio contenuto nel documento del Sinodo in cui è riportata la seguente frase riferita proprio al messaggio di Francesco: “Questa nuova situazione non ci autorizza però a sostituirci a quanti hanno pagato col sangue o con altri patimenti la loro testimonianza alla fede evangelica perdonando al posto loro”.

Si tratta - ha spiegato Bernardini - di un passaggio troppo teologicamente raffinato che il Papa invece comprenderà benissimo perché la problematica è nel dibattito dei cristiani ed è stata sollevata molte volte, per esempio nel caso della Shoah. In quel passaggio - precisa ancora il moderatore della Tavola Valdese - noi spieghiamo tecnicamente che è come se si andasse in confessionale e si dicesse al padre che un nostro amico ha commesso un peccato e si pente moltissimo. E gli chiediamo cosa possiamo fare. È chiaro che il padre dirà: fallo venire qui, che parli con me. Questo per dire che non si può parlare per interposta persona. Quindi - precisa ancora Bernardini - per quanto concerne noi, sì, la richiesta di perdono è accettata ma dal punto di vista della procedura penitenziale cattolica è chiaro che questo si situa su un livello di dichiarazione e non su un piano diretto della vittima. Noi personalmente non abbiamo subito quelle tragedie. Le letture che sottolineano invece un rifiuto da parte dei valdesi della richiesta del Papa dipendono dalla inesperienza”. 

Come dire, i valdesi di oggi sono pronti ad accettare la richiesta di perdono, ma non possono farlo quelli che le persecuzioni le hanno subite. Il che, a parti invertite potrebbe anche riguardare i cattolici perseguitati nei paesi protestanti dove non è che la tolleranza religiosa è stata poi molto diversa rispetto a quella riservata ai cosiddetti “eretici” negli stati cattolici. Ad ogni modo, il tempo cancella le ferite e l’importante in questi casi è guardare avanti e fare in modo che il passato non condizioni troppo il futuro.  
E così, per rimarcare l’amicizia verso il Papa e l’apprezzamento per i suoi gesti di affetto e di vicinanza alla comunità valdese, il Sinodo ha approvato l’invio di una lettera a Francesco nella quale si sottolinea che i 180 partecipanti hanno ricevuto “con profondo rispetto, e non senza commozione, la richiesta di perdono da Lei rivolta”.

Insomma una tempesta in un bicchier d’acqua verrebbe da dire e un ulteriore passo in avanti sulla via del disgelo?

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